Weber: Concerto per fagotto Op. 75

Carl Maria von Weber: Concerto per fagotto in fa magg. Op. 75

Composto nel 1811, all’età di venticinque anni, quando Weber ancora non aveva scritto nessuna delle sue grandi opere per il teatro, il concerto in fa maggiore Op. 75 è dedicato a Georg Friedrich Brandt, primo fagotto dell’orchestra di corte di Monaco di Baviera.
Il colore del suono di questo strumento, il suo inconfondibile timbro nasale, suscitano in Weber l’interesse all’esplorazione e alla sperimentazione delle sue possibilità espressive come elemento solistico, interesse che si concretizza nel Concerto in fa maggiore e nell’Andante e Rondò ungherese, trascrizione del 1813 di una sua precedente composizione per viola e orchestra.
Elegante, ripartito nei tradizionali tre movimenti veloce-lento-veloce, il Concerto Op. 75 prevede un organico strumentale formato dal fagotto solista, due flauti, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, timpani e la sezione degli archi.

I movimento – Allegro ma non troppo
Il Concerto inizia con un preliminare intervento dell’orchestra che propone due melodie, spedita e dai toni quasi marziali, la prima, molto espressiva e cantabile, la seconda. I due temi vengono poi ripresi dal fagotto che si attesta come protagonista eseguendo una serie di scalette e fraseggi melodici. La conclusione è un susseguirsi di arpeggi e di scale.

II movimento – Adagio
Il secondo tempo, dai lontani e piacevoli echi mozartiani, è organizzato in forma di Lied A-B-A. Due ampie frasi  si snodano sul canto carezzevole del fagotto accompagnato dalle dolci melodie degli archi; interventi sporadici  di tutta l’orchestra. L’Adagio si chiude con la ripetizione del tema iniziale in una lirica cadenza del fagotto.

III movimento – Rondò: Allegro
Elegante, arguto e spiritoso al contempo, il Rondò finale mette in risalto le doti di agilità e le potenzialità timbriche del fagotto; il solista alterna frasi melodiche, salti ritmici, scale ascendenti e discendenti sulla tessitura sobria e diligente dell’orchestra.

Andrea Corsi, fagotto
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, dir. Oleg Caetani
Allegro ma non troppo – Adagio [09:30] – Rondò: Allegro [14:00]

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