Nikolaj Jakovlevič Mjaskovskij

Nikolaj Jakovlevič Mjaskovskij (1881 – 1950)

Compositore, pedagogo e critico musicale, Nikolaj Jakovlevič Mjaskovskij è ricordato tra i più importanti musicisti russi del XX secolo; autore di 27 sinfonie, Mjaskovskij costituisce il collegamento fra il sinfonismo tardo-romantico di Ciajkovskij e quello dei modernisti come Prokofiev e Shostakovich.
Nikolaj Mjaskovskij nasce nella città di Novogeorgievsk, grande fortezza russa a nord ovest di Varsavia; qui trascorre gli anni della prima infanzia manifestando un forte interesse per le arti e una spiccata attitudine per il pianoforte, che impara a suonare sotto la guida di una zia. Nel 1891, quando la sua famiglia si trasferisce a Kazan, Nikolaj Mjaskovskij viene iscritto ad un collegio propedeutico alla carriera di ingegnere militare, prosegue gli studi a Nižnij Novgorod dove può avere regolari lezioni di musica; nel poco tempo che ha a disposizione impara da solo a suonare il violino e si inserisce nell’orchestra del collegio.
Dal 1895 Nikolaj Mjaskovskij vive a San Pietroburgo dove frequenta il secondo livello d’istruzione presso il collegio dei Cadetti e inizia ad esibirsi in duo con il cugino Karl Bogdanovich Brandt, violinista. Assiste regolarmente a concerti e a rappresentazioni operistiche; rimane profondamente colpito dall’ascolto della seconda sinfonia di Beethoven.
Mjaskovskij,  portati a termine gli studi superiori nel 1899, viene iscritto alla Scuola di Ingegneria militare contro le sue inclinazioni e i suoi desideri. A San Pietroburgo per otto anni cerca di conciliare gli impegni di studente con l’amore per la musica, che avverte sempre più forte. Tra i suoi amici figurano alcuni esponenti della musica nazionalista russa tra cui Musorgskij, Borodin, Rimskij-Korsakov, Cui e Balakirev, il cosiddetto Gruppo dei Cinque; frequenta la Moderna Società di Musica ed è in contatto con molti esponenti della “Mir iskusstva”, associazione di artisti e letterati che propongono un rinnovamento dell’arte russa. È conquistato dalle poesie di Zinaida Nikolaevna Gippius che le utilizza per alcune composizioni vocali. Matura poi  la decisione lasciare gli ambienti militari e di iscriversi al Conservatorio; si prepara con rigore per essere ammesso e compone moltissimi brani per pianoforte che distruggerà successivamente ritenendoli meri esercizi di dilettante.
Nel 1907 Mjaskovskij lascia finalmente il Corpo d’Armata degli ingegneri e accede al Conservatorio di San Pietroburgo; conclude il ciclo di studi nel 1911, quando ha  già composto moltissima musica, tra cui un gruppo di sonate per pianoforte, alcune ouverture e due sinfonie. In questi anni consolida una duratura amicizia con il più giovane Sergej Prokofiev che sarà un forte promotore della sua musica in Occidente.
Allo scoppio della prima guerra mondiale Mjaskovskij è richiamato in prima linea in Galizia. Ferito, ritorna a San Pietroburgo nel 1918; durante la convalescenza compone la quarta e la quinta sinfonia.
Negli anni ’20 e ’30 mantiene gli impegni al Conservatorio e continua a comporre; nel mese di marzo 1941 riceve il Premio Stalin per la sua ventunesima Sinfonia.
Nella seconda guerra mondiale, dopo l’invasione tedesca della Russia, Mjaskovskij ripara nel Caucaso. In questo periodo scrive alcuni quartetti per archi, diverse marce e tre sinfonie patriottiche, tra  cui la numero 23 che incorpora temi popolari ascoltati durante la sua permanenza in Kabadino-Balkaria.
Nel dopoguerra Mjaskovskij subisce la repressione del regime, anche per la sua amicizia con Prokofiev, e la sua musica sparisce da tutte le sale da concerto dell’Unione Sovietica. Trascorre gli ultimi anni di vita nell’appartamento di Sivtsev Vrazhek a Mosca, riordinando le sue opere e portando a termine la ventisettesima sinfonia, il suo ultimo lavoro.

Quartetto per archi n. 13 in la min. Op. 86
(Moderato – Presto Fantastico – Andante con moto e molto Cantabile – Molto energetico)
State Borodin Quartet, St Petersburg November 2014

Sonata per violoncello e pianoforte n. 2 in la min. Op. 81
(Allegro moderato – Andante cantabile 08:43 – Allegro con spirito 15:18)
Natalia Gutman, violoncello
Viacheslav Poprugin, pianoforte

Sinfonia n. 10 in fa min. Op. 30
(I. Tumultuoso, II. Patetico, III. Presto tempestoso)
Slovak Philharmonic Orchestra, dir. Michael Halasz

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