Britten – Concerto per violino e orchestra Op. 15

Benjamin Britten – Concerto per violino e orchestra in re min. Op. 15

Noto per l’abilità tecnica richiesta al solista, in particolare nel movimento finale, il Concerto per violino in re minore Opera 15, è una delle prime composizioni di Britten scritte durante il suo esilio volontario in America; guarda con preoccupazione all’Europa dove spirano venti di guerra e traduce in musica i suoi sentimenti contro di essa.
La partitura, completata in Canada nel mese di settembre 1939, viene proposta al grande violinista Jascha Heifetz che, peraltro, rifiuta di eseguirla, non si sa bene per quale motivo; il concerto è poi affidato al virtuoso spagnolo Antonio Brosa che lo esegue il 28 marzo 1940 a New York, con l’Orchestra Filarmonica diretta da John Barbirolli.
Articolato in tre movimenti, il brano si caratterizza per le rare pause offerte al solista, usuali nel concerto di Alban Berg, e per l’incipit misterioso sottolineato dai timpani, di chiara ispirazione beethoveniana.
L’organico orchestrale è abbastanza nutrito; oltre al violino solista e alla sezione degli archi, sono previsti 3 flauti (II e III anche ottavini), 2 oboi (II anche corno inglese), 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, glockenspiel, piatti, triangolo, grancassa, tamburo militare, tamburo rullante, arpa.

I movimento – Moderato con moto
Un delicato tema d’apertura è annunciato da una serie di colpi di timpano, ripetuti spesso come un motto per tutta la durata del movimento. Sul borbottio del fagotto il violino solista presenta il tema principale, una melodia agile e breve ottenuta con frasi per la maggior parte discendenti; il tema è ripreso e ampliato da tutta l’orchestra. Segue un secondo motivo, più vigoroso, quasi militaresco, derivato dalla rielaborazione del motto. Il violino poi si riappropria del tema principale e chiude il movimento con delicatezza, accompagnato dai radi e sommessi colpi di timpani e dalle corde pizzicate dell’arpa.

II movimento – Vivace
Danza rustica e sfrenata che trova contrapposizione formale ed espressiva nella sezione di centro, più distesa e cantabile; una cadenza brillante riprende il motto del primo movimento e conduce direttamente al movimento finale.

III movimento – Passacaglia: Andante lento
Una forte sensazione d’angoscia si avverte nella melodia intonata dai corni e ripresa con andamento processionale dagli archi; intenso e vibrante è il canto del violino che esegue nove variazioni. Tutto il movimento finale esprime una grande tensione emotiva che sembra rispecchiare il dolore di Britten per gli orrori della guerra civile spagnola.

Fumiaki Miura, violino
Orchestra Filarmonica di Varsavia, dir. Eiji OUE
Moderato con moto, Vivace (10:05), Passacaglia: Andante lento (18:39)
J.S. Bach: Aria dalle Variazioni Goldberg BWV 988 (34:46)

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