Mendelssohn: “Hör mein Bitten”

Mendelssohn: “Hör mein Bitten” (Ascolta la mia preghiera), inno per soprano, coro e organo

Tra le composizioni corali di breve durata di Mendelssohn, “Hör mein Bitten” è la più nota, in special modo in Inghilterra; completata  nel mese di gennaio 1844, viene tradotta e pubblicata in lingua inglese durante il suo ottavo soggiorno a Londra ed è eseguita alla Crosby Hall l’otto gennaio 1845. In quell’occasione siede all’organo Ann Mounsey, moglie di William Bartholomew, collaboratore di Mendelssohn anche per la versione inglese dell’Oratorio Elias. Dopo questa prima versione, lo stesso Mendelssohn appronta una nuova partitura con la parte dell’organo trascritta per orchestra.
L’inno, il cui testo di Bartholomew è una libera parafrasi del Salmo 55, è organizzato come una piccola cantata, con due movimenti a contrasto seguiti da un recitativo che conduce ad una suggestiva aria finale.
Il movimento iniziale “Andante” è affidato al solista sul contrappunto dell’organo; la linea vocale discendente riflette il testo del primo versetto, “Hör, mein Bitten…”;  interviene il coro con ripetizioni omofoniche del testo. “Die Feinde…” è in tempo “Allegro moderato”, intenso e spesso concitato; le voci del coro cantano in imitazione. Segue poi un breve recitativo che prepara alla solenne sezione finale, ugualmente avviata dal soprano e sviluppata dal coro. Soprattutto in quest’ultima sezione sono evidenti le capacità liriche e melodiche di Mendelssohn.

Ensemble vocale “Jubilate Deo”, dir. Laurent Vauclin
Soprano: Katarzyna Ewald Alemany
Organo: Jorris Sauquet

Hör mein Bitten, Herr, neige dich zu mir, au deines Kindes Stimme habe acht! Ich bin allein: wer wird mir Tröster und Helfer sein? Ich irre ohne Pfad in dunkler Nacht! Hör’ mein Bitten, Herr, neige dich zu mir, auf deines Kindes Stimme habe acht!

Die Feinde sie droh’n und heben ihr Haupt: «Wo ist nun der Retter, der ihr geglaubt?» Sie lästern dich täglich; sie stellen uns nach und halten die Frommen in Knechtschaft und Schmach.

Mich fasst des Todes Furcht bei ihrem Dräu’n! Sie sind unzählige, ich bin allein; mit meiner Kraft kann ich nicht widersteh’n; Herr, kämpfe du für mich, Gott, hör’ mein Fleh’n!

O könnt’ ich fliegen wie Tauben dahin, weit hinweg vor dem Feinde zuflieh’n! In die Wüste eilt’ ich dann fort, fände Ruhe am schattigen Ort.

Ascolta la mia preghiera, o Signore, volgiti verso di me, dà ascolto alla voce del figlio tuo! Io sono solo, chi mi consolerà e salverà? io erro s’enza meta nell’oscura notte! ascolta la mia preghiera, o Signore, volgiti verso di me, dà ascolto alla voce del figlio tuo!

I nemici minacciosi alzano il capo e dicono: «ove è il Salvatore, a cui credete? » Essi bestemmiano ogni giorno, ci perseguitano, nella vergogna e nell’infamia tengono le anime pie.

Il terrore della morte, per la loro minaccia, mi attanaglia! Innumerevoli essi sono, mentre io tutto solo; con le mie forze non posso resistere, o Signore, combatti tu per me, o Dio, ascolta il mio pianto!

Potessi io fuggire là come le colombe, fuggir via lontano dal nemico! nel deserto io m’affrettavo, trovavo rifugio in un luogo ombroso.

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