Feliks Nowowiejski

Feliks Nowowiejski (1877 – 1946)

Feliks Nowowiejski, musicista polacco straordinariamente versatile, è particolarmente conosciuto per la sua musica d’organo e per le sue composizioni a carattere patriottico.
Feliks Nowowiejski nasce nell’odierna Barczewo in una famiglia che favorisce il suo formidabile talento musicale; la sua formazione inizia presso la scuola del convento mariano di Święta Lipka. Impara a suonare pianoforte, violino e organo, e sperimenta le sue prime composizioni. La sua famiglia è in ristrettezze economiche, pertanto provvede al sostentamento dei suoi cari suonando il violino nell’orchestra del Reggimento Granatieri e scrivendo musica per le bande militari. Nel 1898 con la marcia “Pod sztandarem pokoju” (Sotto la Bandiera della Pace) vince un premio in denaro che gli permette di studiare al Conservatorio Stern di Berlino; è allievo di Ludwig Bussler e Wilhelm Taubert per la composizione e si perfeziona in organo con Otto Dienel. Dal 1900 al 1902 frequenta i corsi tenuti da Max Bruch all’Accademia Reale delle Arti, studia anche musicologia ed estetica presso l’Università Federico Guglielmo. A Berlino incontra spesso gli intellettuali polacchi, sviluppa così un forte amor di patria che sarà determinante in molte delle sue opere.
Feliks Nowowiejski vince due prestigiosi premi Giacomo Meyerbeer, nel 1902 con l’oratorio “Il ritorno del figliol prodigo” e nel 1904 con la Sinfonia in si minore. Nel corso del 1909 si afferma in campo internazionale con “Quo vadis”, imponente oratorio basato sul romanzo biblico di Henryk Sienkiewicz, che, dopo la prima esecuzione ad Amsterdam, viene replicato in Europa e nelle Americhe.
Ritornato in Polonia, Nowowiejski assume la direzione della Società Musicale di Cracovia e dell’orchestra sinfonica di Varsavia.
Trascorre gli anni della prima guerra mondiale a Berlino come direttore di un’orchestra militare, poi si stabilisce a Poznan, ormai polacca. Insegna all’Accademia di Musica Jan Paderewski e partecipa attivamente alla rinascita culturale della città, sia con le sue esibizioni all’organo, sia organizzando concerti sinfonici e corali.
In occasione del plebiscito della Prussia Orientale del 1920, Nowowiejski si schiera tra i sostenitori dell’autodeterminazione dei polacchi, subisce perciò l’ostracismo della Germania dove non si esegue più la sua musica e presto viene dimenticato.
Tra il 1935 e il 1939 dirige l’orchestra sinfonica di Poznan e, in questo ruolo, promuove la musica contemporanea, principalmente di Ravel, Stravinsky, Roussel, Kassern e Szeligowski. Quando a settembre del 1939 i tedeschi invadono la Polonia, Nowowiejski si rifugia presso l’Ospedale Santa Elisabetta e successivamente si nasconde a Cracovia; ad agosto del 1945 ritorna a Poznan dove trascorre gli ultimi mesi di vita.
La produzione musicale di Feliks Nowowiejsk è ampia e abbraccia vari generi; i suoi canti patriottici sono spesso ispirati alla musica popolare della Warmia e Alta Slesia. Tra le sue composizioni emergono l’opera “La leggenda del Mar Baltico”, il balletto “Król wichrów”, nove sinfonie e quattro concerti per organo, la canzone “Rota”, sul testo della poetessa Maria Konopnicka, considerata il secondo inno nazionale polacco, e il citato “Quo Vadis”. Nel 1910 con “Zagasły już” si aggiudica il primo premio in un concorso per commemorare il centenario della nascita di Chopin.
Notevole è anche il suo contributo in ambito religioso; compone con nove Messe in latino e in polacco, moltissimi brani direttamente legati alla liturgia, oltre a mottetti, salmi e inni eseguiti anche nelle sale da concerto. Nel 1935 Papa Pio XI gli conferisce il titolo di Ciambellano Pontificio.
Feliks Nowowiejski non è un innovatore; stilisticamente si colloca nel tardo romanticismo. I critici spesso hanno giudicato la sua musica accademica e priva di personalità, tuttavia le sue composizioni sono sempre popolari e molto apprezzate dal pubblico.

Ojczyzna (dal Salmo 136 nella traduzione in polacco di Jan Kochanowski)
Camerata Jagellonica, dir. Włodzimierz Siedlik
Andrzej Białko, organo

Ouverture Concerto “Król wichrów” Op. 37
Orchestra Sinfonica della Radio Polacca, dir. Krzysztof Dziewiecki

Sinfonia n. IX per organo
Barry Jordan, organo Sauer della Cattedrale di Berlino

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