Friedrich Jeremias Witt

Friedrich Jeremias Witt (1770 – 1836)

Friedrich Jeremias Witt, compositore e violoncellista tedesco, è conosciuto principalmente come l’autore di una grande sinfonia in do maggiore per molto tempo attribuita a Ludwig van Beethoven.
Nato a Niederstetten, un piccolo villaggio del Baden-Württemberg, nello stesso anno in cui nasce Beethoven, Friedrich Jeremias Witt riceve una prima formazione musicale da suo padre, cantore e impiegato alla corte di Oettingen-Wallerstein; successivamente potrebbe aver studiato con Antonín Rössler (Francesco Antonio Rosetti). Nel 1789 Friedrich Witt entra come violoncellista nell’orchestra di corte del principe Kraft Ernst; negli anni tra il 1793 e il 1794 effettua una lunga tournée con il clarinettista Joseph Beer. Durante l’estate del 1796 Witt e Beer ritornano a Vienna per una serie di concerti nel Parco Augarten; i successi ottenuti inducono Friedrich Witt a continuare l’attività concertistica senza fare ritorno alla corte di Wallerstein. Nella primavera del 1802, dopo la prima esecuzione del suo oratorio “Der leidende Heiland”, viene nominato direttore musicale di corte dal principe vescovo di Würzburg, Georg Karl von Fechenbach. Friedrich Witt si stabilisce definitivamente a Würzburg e dopo la secolarizzazione dell’arcidiocesi lavora per il principe elettore e per l’arciduca Ferdinando di Toscana; fino al 1824 è anche il direttore musicale del teatro di corte.
Muore per una malattia polmonare il 3 gennaio del 1836 all’età di sessantacinque anni e le sue composizioni, benché popolari ed apprezzate, sono presto dimenticate.
La parte più cospicua della sua produzione musicale è costituita dalle 23 sinfonie, ma Friedrich Witt ha scritto anche musica strumentale, musica sacra e per il teatro.
Il manoscritto di una Sinfonia in do maggiore viene ritrovato nel 1990 a Jena da Fritz Stein che dall’esame di alcuni passaggi, da alcune somiglianze stilistiche, nonché dall’annotazione “par Louis van Beethoven” posta nella prefazione della partitura, ritiene trattarsi di un’opera giovanile di Beethoven; la sua ipotesi è anche confermata da alcune lettere di Beethoven dalle quali si evince che prima della Sinfonia numero 1 aveva cercato di scrivere una sinfonia in do maggiore sul modello della Sinfonia 97 di Haydn, ed è facile trovare parallelismi tra la Sinfonia “Jena” e quella di Haydn. La sinfonia ritrovata a Jena e attribuita a Beethoven viene pubblicata da Breitkopf & Härtel nel 1911; nel 1968, però, gli studi di Howard Robbins Landon, che presso gli archivi dell’abbazia di Göttweig rinviene una copia della sinfonia col nome di Witt, permettono di stabilire il vero autore dell’opera.

Quintetto per pianoforte, oboe, clarinetto, fagotto e corno in mi bem. magg. Op. 5
Mov.I: Adagio – Allegro moderato 00:00
Mov.II: Adagio cantabile 09:45
Mov.III: Menuetto – Allegro molto 16:52
Mov.IV: Finale – Allegro 22:07
Anton Kuerti, pianoforte
James Mason, oboe
James Campbell, clarinetto
James McKay, fagotto
James Sommerville, corno

Concerto per flauto in sol magg. Op. 8
Mov.I: Allegro 00:00
Mov.II: Adagio cantabile 09:30
Mov.III: Rondo: Allegro 16:11
Susanne Barner, flauto
Hamburger Symphoniker, dir. Johannes Moesus

Sinfonia in do magg. “Jena”
Mov.I: Adagio – Allegro vivace 00:00
Mov.II: Adagio cantabile 08:17
Mov.III: Menuetto 16:05
Mov.IV: Finale: Allegro 19:37
Sinfonia Finlandia Jyväskylä, dir. Patrick Gallois

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