Friedrich Kalkbrenner

Friedrich Kalkbrenner (1785-1849)

Friedrich Kalkbrenner, tra i più importanti pianisti del suo periodo, ammirato da Schumann e maestro di Chopin che gli dedica il primo concerto dell’opera 11, lascia circa duecento composizioni per il pianoforte e un metodo d’insegnamento corredato di studi. È ricordato anche per aver brevettato nel 1830 il “Guidamani”, una versione semplificata del “Chiroplasto di Logier”, che consente di mantenere senza sforzo la corretta posizione degli avambracci e rinforzare le dita; un curioso marchingegno divenuto presto un normale accessorio venduto assieme al pianoforte.
Nato in Germania, figlio di Christian Kalkbrenner, musicista ebreo attivo a Kassel, Friedrich Kalkbrenner studia al Conservatorio di Parigi; inizia una fortunata carriera concertistica e nel 1803 si reca a Vienna dove completa la sua formazione musicale con Johann Georg Albrechtsberger. Trascorre quasi 10 anni a Londra poi, nel 1824, si stabilisce a Parigi; qui affianca all’attività concertistica quella d’insegnante al Conservatorio e diventa socio della fabbrica di pianoforti Pleyel. Si arricchisce con i proventi dei concerti e con quelli derivanti dall’ampia diffusione del suo “Guidamani”, nonché dalla vendita delle sue composizioni, comprese le trascrizioni per pianoforte delle sinfonie di Beethoven. Dal 1839 cessa di esibirsi in pubblico.
Compositore prolifico, Friedrich Kalkbrenner si colloca stilisticamente tra il Classicismo e il primo Romanticismo; poche delle sue opere sono state pubblicate quando era in vita.
Kalkbrenner è anche ricordato per la sua vanità, ritiene infatti di essere rimasto l’unico compositore classico dopo la morte di Mozart, Beethoven e Haydn, e se ne vanta in pubblico, sfrutta anche ogni occasione per mostrarsi a fianco dell’aristocrazia, sua massima aspirazione date le umili origini; è, pertanto, il destinatario di pungente satira da parte di molti intellettuali, come quella di Heinrich Heine espressa nelle sue “Lettere da Parigi”.

La Solitudine, Op. 46
Bart van Sambeek, pianoforte

Grande Sonate Brillante in la bem. magg. Op. 177
(Allegro maestoso – Scherzo: Vivace 07:47 – Adagio 10:25 – Rondò: Vivo e leggero 15:31)
Adrian Ruiz, pianoforte

Quintetto per clarinetto, corno, violoncello, contrabbasso e pianoforte in la min. Op. 81
(Allegro risoluto – Andante quasi adagio 13:02 – Allegretto. Moderato 19:30)
Claudius Tanski, pianoforte
Consortium Classicum

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