Bach: Cantata BWV 97 “In allen meinen Taten”

Bach: Cantata BWV 97 “In allen meinen Taten”

Composta nel 1734, sul testo invariato dell’inno del 1642 di Paul Fleming, la cantata “In allen meinen Taten” (In tutto ciò che faccio) non ha una ben individuata destinazione; Johann Sebastian Bach ha datato il manoscritto ma non ne ha specificato l’occasione o la festività religiosa. Gli studiosi, dall’esame di alcune copie della partitura, suppongono che la cantata sia stata scritta per una cerimonia nuziale o per la quinta domenica dopo la SS. Trinità.
L’esecuzione prevede un organico strumentale composto da due oboi, due fagotti, violino obbligato, archi, violoncello e organo, quattro voci soliste più un coro in quattro parti.
Il testo esprime fiducia in Dio che, con la sua grazia, guida tutte le azioni del suo fedele e con la sua misericordia  ne  perdona  le  colpe. Le nove strofe di Paul Fleming sono organizzate in altrettanti movimenti come una suite barocca. La prima e l’ultima strofa sono affidate al coro che esegue la melodia dell’inno; quattro strofe diventano Arie strettamente ordinate per voce dal grave all’acuto, una strofa è cantata in duetto dal basso e dal soprano, e le due rimanenti formano i recitativi che precedono l’aria del tenore e quella del contralto.

I – Coro: In allen meinen Taten (Oboe I/II, Fagotti, Violino I/II, Viola, Continuo)
Il coro di apertura è nello stile di una ouverture francese dal caratteristico ritmo puntato. Agile e quasi sontuoso preludio  strumentale seguito da un complesso fugato affidato al coro  a  quattro  voci.

II – Aria: Nichts ist es spat und frühe (Basso, Continuo)
Dal carattere tormentato, impostata come una giga vivace, l’aria del basso è caratterizzata da grandi salti melodici e da un costante rapporto dialogico col basso strumentale.

III – Recitativo: Es kann mir nichts geschehen (Tenore, Continuo)
La terza strofa è un recitativo secco.

IV – Aria: Ich traue seiner Gnaden (Tenore, Violino solo, Continuo)
Allemanda che raffigura la misericordia e la protezione di Dio. Il delizioso ricamo del violino che sostiene la voce del tenore è forse la parte più suggestiva di tutta la cantata.

V – Recitativo: Er wolle meiner Sünden (Contralto, Violino I/II, Viola, Continuo)
Recitativo per contralto con accompagnamento degli archi.

VI – Aria: Leg ich mich späte nieder (Contralto, Violino I/II, Viola, Continuo)
Aria caratterizzata da una complessa e fitta elaborazione armonica che impegna soprano e strumenti.

VII – Aria: Hat er es denn beschlossen (Soprano, Basso, Continuo)
Apparentemente semplice, il bel duetto per soprano e basso si basa su una solida costruzione contrappuntistica. Il tema viene esposto dal basso continuo e poi ripreso dalle voci come un ritornello.

VIII – Aria: Ich hab mich ihm ergeben (Soprano, Oboe I/II, Continuo)
Intenso, profondo, dagli ampi melismi, il canto del soprano è sostenuto dal concertato dei due oboi.

IX – Corale: So sei nun, Seele, deine (Oboe I/II col Soprano, Violino I/II, Viola, Continuo)
Elaborato e maestoso, il finale è affidato a tre parti indipendenti degli archi in aggiunta alle quattro parti vocali; i due oboi sostengono la melodia del corale.

Amsterdam Baroque Orchestra & Choir, Ton Koopman
Sandrine Piau, soprano
Bogna Bartosz, contralto
James Gilchrist, tenore
Klaus Mertens, basso

Link al testo con traduzione in italiano su www.bach-cantatas.com

 

 

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