Richard Strauss – Burleske per pianoforte e orchestra

Richard Strauss – Burleske in re min. per pianoforte e orchestra

Il Burleske in re minore per pianoforte e orchestra, originariamente intitolato Scherzo in re minore, viene composto nel 1886 dal ventunenne Richard Strauss in segno di gratitudine verso Hans von Bülow, direttore dell’orchestra di Meiningen, che lo aveva nominato suo assistente. Bülow, tuttavia, rifiuta di eseguire la partitura, la giudica troppo complicata e per nulla adatta ad un pianista come lui che, avendo mani piccole, a stento riusciva a coprire un’ottava. Lo Scherzo viene comunque eseguito da Strauss al pianoforte e con l’orchestra di Meiningen, quindi viene accantonato. Qualche anno più tardi, sollecitato dall’amico Eugen d’Albert a rivedere la parte del pianoforte, Richard Strauss dedica a lui la composizione e non apporta alcun cambiamento alla partitura, se non il titolo; con l’autore sul podio e il dedicatario al pianoforte, il Burleske in re minore viene eseguito il 21 giugno 1890 durante il Festival di Eisenach, assieme alla prima del poema sinfonico Morte e Trasfigurazione.
Il Burlesque, genere satirico nato in Inghilterra nel XVIII secolo,  divenuto durante l’Ottocento più comico e parodistico, è ben sintetizzato in questa composizione dove elementi sentimentali e patetici si uniscono ad altri gioiosi e liberi, ed anche il titolo si presta a questo gioco visto che la tonalità di re minore viene tradizionalmente usata per esprimere toni patetici.
Il brano è caratterizzato dall’idea originale di assegnare ai timpani, strumento niente affatto melodico, il compito di introdurre il tema principale. Ai colpi di timpano rispondono ottavini e orchestra, quindi entra il pianoforte in un brillante turbinio di accordi. Emerge un secondo tema, più lirico, di stampo brahmsiano, che assume l’andamento di un valzer. Un altro motivo cantabile potrebbe apparire come nuovo, ma in effetti è il primo tema con valori raddoppiati. Uno scambio di battute ironiche tra pianoforte e timpani conclude l’esecuzione.

Martha Argerich, pianoforte
Berliner Philharmoniker, dir. Claudio Abbado

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