Debussy – Printemps

Claude Debussy – Printemps, suite sinfonica

Printemps (Primavera) è una suite sinfonica composta da Claude Debussy durante la sua permanenza a Villa Medici, conseguente alla vincita del “Prix de Rome”. Obbligato dal regolamento a presentare almeno quattro composizioni orchestrali, nel 1887 consegna all’Accademia di Francia lo spartito di Printemps per pianoforte a quattro mani e coro, sostenendo che la partitura per orchestra era andata distrutta in un incendio; sembra piuttosto che mai sia esistita. Debussy, che a Firenze aveva ammirato la Primavera di Sandro Botticelli, scrive che è sua intenzione esprimere nella composizione l’ampia gamma di sensazioni derivanti dalla nascita lenta e faticosa degli esseri e delle cose in natura; sensazioni umane, appunto, senza nulla di descrittivo.
Il lavoro, caratterizzato dal trattamento strumentale delle voci e da notazioni su scala pentatonica, è sottoposto all’esame del Comitato Accademico; ritenuto eccessivamente progressista, teso alla ricerca dell’insolito e dello stravagante, è giudicato inadatto all’esecuzione orchestrale. Debussy, sollecitato a rivedere l’orchestrazione di Printemps, rifiuta adducendo varie motivazioni, tra cui anche la mancanza di tempo per farne una riduzione per pianoforte. Proibita l’esecuzione, quella partitura viene accantonata.
Printemps riappare nel 1904 in una riduzione per pianoforte a quattro mani del primo movimento pubblicata da “La Revue musicale”; poi, nel 1912, Henri Büsser provvede all’orchestrazione sotto la supervisione di Claude Debussy, escludendo la parte del coro. Printemps viene quindi eseguita per la prima volta come suite per orchestra il 18 aprile 1913; il concerto, presso la Società Nazionale di Musica di Parigi, è diretto da Rhené-Baton.
Di recente, il maestro Emil de Cou ne ha curato una versione con il coro, senza parole, originariamente previsto.
La suite sinfonica si articola in due movimenti strettamente connessi: Très modéré, Modéré; il primo può intendersi come un preludio, il secondo come un movimento di danza. L’organico orchestrale è costituito da due flauti, oboe, corno inglese, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due trombe, timpani, piatti, arpa, pianoforte a quattro mani, archi.
Il primo movimento inizia con una leggera melodia che via via si trasforma e aumenta d’intensità: “la fioritura graduale”; è importante l’azione svolta dall’arpa e dal pianoforte a quattro mani. Ritorna la frase iniziale, poi, lento ed espressivo, il movimento si avvia alla conclusione.
La seconda parte propone un tema vibrante, espressione della “gioia per una nuova vita”. La sinuosa melodia si sviluppa in un eccitato crescendo che interessa tutti gli strumenti, e soprattutto i corni, i tromboni e il pianoforte a quattro mani.

Orchestre National de Lyon, dir. Jun Märkl
(Très modéré – Modéré 08:55)

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