Beethoven: Variazioni Kakadu

Beethoven: Variazioni per trio con pianoforte in sol magg. Op. 121a su “Ich bin der Schneider Kakadu”

“Variazioni Kakadu” è il soprannome dato alle variazioni sul tema di “Ich bin der Schneider Kakadu” (Io sono il sarto Kakadu), lied tratto dal Singspiel “Die Schwestern von Prag” (Le sorelle di Praga) di Wenzel Müller.
Una prima scrittura, probabilmente per pianoforte solo, risale intorno al 1803, Beethoven aveva 33 anni; il primo manoscritto autografo è datato 1816, l’opera viene pubblicata a Vienna nel 1824 dall’editore Steiner. A parere di Lewis Lockwood, uno dei maggiori studiosi di Beethoven, l’autografo del 1816 è una sostanziale rielaborazione di un precedente progetto ed è possibile che fino alla data di pubblicazione siano intervenute ulteriori revisioni, come si può dedurre dalla complessità della sezione finale.
Scritte per violino, violoncello e pianoforte, le Variazioni Kakadu sono precedute da un’ampia e solenne introduzione, Adagio assai, che, per durata, interessa circa un terzo dell’intero brano. Il suo sviluppo e il suo carattere espressivo, la tonalità è sol minore, sono in netto contrasto con la semplice melodia del tema, un grazioso motivo settecentesco in tempo Allegretto in tonalità sol maggiore, e con le successive 10 variazioni, allegre e spensierate. Le prime tre variazioni sono eseguite rispettivamente dal pianoforte solo, dal violino e dal violoncello accompagnati dal pianoforte; la quarta e la quinta variazione interessano tutti e tre gli strumenti che partecipano con forme imitative. Nella variazione sesta la fitta tessitura del pianoforte è accentata in contrattempo dalle note staccate del violino e del violoncello. La variazione settima è caratterizzata dal silenzio del pianoforte mentre il violino e violoncello eseguono un canone in forma imitativa. L’ottava variazione vede alternarsi agili figurazioni degli archi prontamente riprese dal pianoforte. Le ultime due variazioni sono nettamente contrastanti; la nona è un patetico Adagio espressivo affidato al pianoforte con brevi spunti degli archi, la decima, dal carattere brioso e danzante, dà inizio a un fugato che conduce al festoso Allegretto finale.

Karklina Trio:
Yevgeny Chepovetsky, violino
Lana Beraković, violoncello
Maija Kārkliņa, pianoforte

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