Vincenzo Pellegrini

Vincenzo Pellegrini (1562? – 1630)

Vincenzo Pellegrini, canonico, compositore e maestro di cappella, è ricordato per il grande contributo offerto allo sviluppo del repertorio musicale del Duomo di Milano.
Nato a Pesaro, Vincenzo Pellegrini si forma musicalmente durante gli anni trascorsi in seminario. Nel 1582, come riportato da alcuni documenti, è organista e maestro di cappella della Cattedrale; nominato canonico, ottiene incarichi di rappresentanza presso la Santa Sede. Svolge anche l’attività d’insegnante.
Nel 1599 pubblica presso l’editore veneziano Giacomo Vincenti “Canzoni de intavolatura d’organo fatte alla francese“, tredici composizioni dedicate a Livia della Rovere, nota per le sue abilità musicali; nel 1603 pubblica un Libro di Messe a quattro e a cinque voci dedicato al papa Clemente VIII.
A febbraio del 1612 Vincenzo Pellegrini, per interessamento del cardinale Federico Borromeo, assume l’incarico di maestro di cappella del Duomo di Milano; in segno di gratitudine Pellegrini gli dedica una raccolta di dieci Magnificat da cinque a nove voci.
Dal 1615 Pellegrini si dedica a quella che viene considerata la sua opera più rappresentativa: i “Pontificalia Ambrosianae Ecclesiae ad Vesperas musicali concentui accomodata“. Il lavoro, pubblicato nel 1619 in quattro pregiati volumi dall’editore Giorgio Rolla, comprende 84 sue composizioni oltre a quelle di altri musicisti legati al Duomo di Milano, e costituisce la prima raccolta sistematica del repertorio polifonico della cattedrale. Sempre nel 1619, a Venezia, pubblica i Concerti Sacri a una e sei voci dedicati a Francesco Maria II della Rovere.
Vincenzo Pellegrini muore durante la terribile pestilenza del 1630.
Le Canzoni sono le sue opere strumentali più interessanti; quasi tutte sono organizzate secondo uno schema tripartito e rivelano un autore di vivace immaginazione e inventiva. La musica sacra di Pellegrini, per la maggior parte “a cappella”, è sobria, austera e rispettosa delle indicazioni del Concilio di Trento; l’influenza dello “stile rappresentativo” si nota nei suoi mottetti solistici nei quali fa uso ai fini espressivi di ornamenti, di dissonanze e di variazioni di ritmo.

Canzon “La Gentile”
Marco Mencoboni, clavicembalo

Canzon “La Capricciosa”
Davide Paleari, organo Prestinari Chiesa di San Giovanni Battista a Cisliano

Canzon “La Serpentina”

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