Schubert – Gesang der Geister über den Wassern

Franz Schubert: “Gesang der Geister über den Wassern” D714 (Canto degli spiriti sulle acque) per coro maschile e quintetto d’archi

“Gesang der Geister über den Wassern” è una delle più belle composizioni corali di Schubert; piccolo capolavoro modellato sui versi di Goethe, sorprende per le sue angoscianti e tormentose armonie. La sua prima esecuzione è del 7 marzo 1821 al Kärntnertor Theater di Vienna.
Il testo di Goethe ha una forte attrattiva su Schubert che ne realizza quattro diverse versioni, di volta in volta volta alla ricerca della migliore aderenza della musica e delle sonorità all’ardente panteismo dei versi. Una prima realizzazione, per voce e pianoforte, è del settembre 1816; dopo sei mesi appronta un versione a cappella per due tenori e due bassi e a dicembre 1820 ne abbozza na per quartetto di voci maschili e pianoforte, che resta incompiuta. L’impostazione di febbraio 1821 per coro maschile più due viole, due violoncelli e contrabbasso, è finalmente, con il suo amalgama di timbri scuri, la magnifica cornice che sublima il poema di Goethe.
Nella breve introduzione orchestrale le viole intonano una semplice e accattivante melodia; gli archi accompagnano e commentano il canto corale. Le linee melodiche sono sobrie e severe; l’iniziale “Adagio molto” diventa man mano leggermente più mosso, il finale è un pianissimo che riflette la rassegnata accettazione del destino, misterioso e tragico, dell’uomo.

I Solisti Norvegesi, Oslo Camerata
dir. Grete Pedersen

Des Menschen Seele
Gleicht dem Wasser:
Vom Himmel kommt es,
Zum Himmel steigt es,
Und wieder nieder
Zur Erde muß es,
Ewig wechselnd.

Strömt von der hohen,
Steilen Felswand
Der reine Strahl,
Dann stäubt er lieblich
In Wolkenwellen
Zum glatten Fels,
Und leicht empfangen,
Wallt er verschleiernd,
Leisrauschend
Zur Tiefe nieder.

Ragen Klippen
Dem Sturz entgegen,
Schäumt er unmutig
Stufenweise
Zum Abgrund.

Im flachen Bette
Schleicht er das Wiesental hin,
Und in dem glatten See
Weiden ihr Antlitz
Alle Gestirne. 

Wind ist der Welle
Lieblicher Buhler;
Wind mischt vom Grund aus
Schäumende Wogen.

Seele des Menschen,
Wie gleichst du dem Wasser!
Schicksal des Menschen,
Wie gleichst du dem Wind!
L'anima degli uomini
È simile all'acqua:
dal cielo proviene
al cielo ascende
e ancora di nuovo
ritorna alla terra
in eterna vicenda.
 
Sgorga dall'alto,
erto dirupo,
il puro zampillo,
si frantuma leggiadro
in nuvole cangianti
sulla liscia roccia,
e dolcemente accolto
fluttua nascosto
e con lieve sussurro
giù nel profondo.
 
Rocce si levano
Contro la cascata,
che spumeggia furiosa
di roccia in roccia
verso l'abisso.
 
Scorre in piano letto
Lentamente lungo la valle,
e sulla liscia superficie del lago
nutrono il loro riflesso
tutte le stelle.
 
Il vento è dell'onda 
Amante leggiadro;
e dal fondo rimescola
onde spumose.
 
Anima dell'uomo
come somigli all'acqua!
Destino dell'uomo
come somigli al vento!
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