Lex van Delden

Lex van Delden (1919 – 1988)

Lex van Delden, compositore, giornalista musicale e membro della resistenza olandese durante la seconda guerra mondiale, si distingue per il suo delicato equilibrio tra armonia e dissonanza e per la continua ricerca di melodie espressive; la sua musica è priva di forme estreme o progressive perché è concepita come comunicazione verso la più ampia platea di ascoltatori, piuttosto che essere riservata a una stretta élite d’intellettuali.
Nato a Amsterdam, Alexander Zwaap studia pianoforte sin dall’infanzia con Martha Zwaga e Cor de Groot; all’età di undici anni scrive le sue prime composizioni da autodidatta. Pur dedicandosi alla musica, nel 1938 s’iscrive alla Facoltà di medicina aspirando a diventare un neurochirurgo; l’anno successivo debutta come compositore presentando “L’amour”, un ciclo di canzoni, per soprano, flauto, clarinetto e trio d’archi, scritto su richiesta di Nico Richter a capo dell’orchestra degli studenti.
A maggio del 1940, quando i Paesi Bassi subiscono l’occupazione nazista, Alexander Zwaap, essendo ebreo, è costretto a interrompere gli studi universitari; entra in clandestinità e si unisce al movimento di resistenza olandese con il nome di Lex van Delden, adottato poi in via definitiva. Nel 1943 i suoi genitori sono deportati nel campo di sterminio di Sobibór; nel 1944, durante i bombardamenti di Nijmegen, sono distrutte una trentina di sue composizioni. In uno dei frequenti spostamenti da un nascondiglio all’altro perde la vista dall’occhio sinistro a causa dell’esplosione di una lampada a carburo.
Finita la seconda guerra mondiale, Lex van Delden partecipa con successo alla vita culturale del suo paese. Oltre a dedicarsi alla composizione, è il direttore musicale della Op Vrije Voeten, la prima compagnia di danza olandese del dopoguerra divenuta poi la famosa Scapino Ballett Rotterdam; dal 1947 al 1982 è il responsabile musicale del quotidiano Het Parool di Amsterdam, giornale nato in clandestinità nel 1941. Lex van Delden si impone all’attenzione del pubblico con la cantata Rubaiyat, nove quartine di Omar Khayyam nella traduzione inglese di Edward FitzGerald, per soprano e tenore solisti, coro, 2 pianoforti e percussioni, che nel 1948 ottiene il Premio Città di Amsterdam. Il suo Concerto per arpa e l’Impromptu per arpa sola sono premiati dalla Northern California Harpists Association nel 1951 e nel 1955. Molte sue composizioni riflettono ansie e preoccupazioni verso il sociale. In memoriam è un brano orchestrale dedicato alle vittime della disastrosa inondazione del 1 febbraio 1953 (Watersnoodramp); Il Canto della Guerra, scritto nel 1967 per coro e orchestra, su testi di Erasmo da Rotterdam, è un atto di accusa contro la guerra; nel De vogel vrijheid, oratorio del 1955 per soli, coro e orchestra, il compositore esprime ferma condanna nei confronti della schiavitù.
Nel corso della sua intensa attività musicale, Lex van Delden è stato Direttore della Società olandese dei Compositori, membro della Società Internazionale di Musica Contemporanea e membro del Consiglio Internazionale di Musica istituito a Parigi presso l’UNESCO.

Sinfonia n. 2 “Giocosa”
Orchestra Sinfonica della Radio Olandese, dir. Roelof Krol

Quartetto per archi n. 2 Op. 86
1. Preludio (Moderato)
2. Scherzo (Con moto) – 08:20
3. Lento – 11:23
Utrecht String Quartet

Sonatina per sassofono contralto e pianoforte Op. 36
1. Allegro
2. Aria (Lento) – 02:29
3. Rondo a la polka – 05:44
Hans de Jong, sassofono
Paul Hermsen, pianoforte

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