Jean-Philippe Rameau: Mottetto “In Convertendo Dominus”

Jean-Philippe Rameau: Mottetto “In Convertendo Dominus”

Testimonianza di grande maestria contrappuntistica, ricco di bellissimi passaggi lirici, il mottetto In Convertendo Dominus è una delle quattro opere di Rameau a carattere religioso, composte nei primi anni di attività, che ci sono pervenute.
L’anno di composizione può collocarsi tra il 1710 e il 1714 poi, nel 1751, il mottetto viene riscritto e aggiornato in grande stile per essere eseguito al “Concert Spirituel” di Parigi; il manoscritto di questa versione, già nella grande collezione costituita e alimentata da Jacques Joseph Marie Decroix, oggi è custodito nella Biblioteca Nazionale di Francia.
Nel mottetto In Convertendo Dominus, impostato per soli, coro, archi e legni, alle sei strofe del Salmo 125, Rameau aggiunge dopo la quarta strofa  il versetto Laudate nomen Dei cum cantico… proveniente dal Salmo 68, 31 (Salvum me fac Deus).
Il Salmo, detto “delle salite”, celebra il ritorno degli ebrei a Gerusalemme dopo l’esilio in Babilonia; l’autore pone a raffronto questa gioia col dolore provato durante la loro cattività e li invita a ringraziare Dio per questa liberazione.
Un dolce preludio strumentale introduce la voce di contralto che con molta espressione evoca la liberazione degli esuli. Nel successivo coro, Tunc repletum, una fuga abilmente costruita dà libero sfogo alla gioia.  La terza strofa, Magnificavit Dominus, è affidata al duo soprano e basso col sostegno dei violini. I lunghi vocalizzi dei due solisti sulla parola “laetantes” sono evidenziati dagli interventi di oboi e fagotto. Nella quarta sezione, Converte, Domine, le scale ascendenti del basso, contrastate da guizzi sui toni acuti, simboleggiano lo scorrere del fiume citato nel testo. La quinta sezione è costituita da uno stretto dialogo tra solista e coro. Il seguente Qui seminant coinvolge soprano, contralto e basso in un complesso contrappunto che riflette, allo stesso tempo, sentimenti di tristezza e di gioia. L’ultimo movimento, Euntes ibant, si snoda in una stupenda fuga; linee cromatiche decrescenti che esprimono desolazione si uniscono a un ampio e lieto tema energico.

Coro e orchestra Les Siècles, dir. Bruno Procopio
Maria Bayo, soprano; Erwin Aros, tenore; Arnaud Richard, basso-baritono

I – In convertendo Dominus captivitatem Sion, facti sumus sicut consolati.
II – Tunc repletum est gaudio os nostrum, et lingua nostra exsultatione. Tunc dicent inter gentes: Magnificavit Dominus facere cum eis.
III – Magnificavit Dominus facere nobiscum; facti sumus laetantes.
IV – Converte, Domine, captivitatem nostram, sicut torrens in austro.
V – [Laudate nomen Dei cum cantico. Laudemus nomen Dei cum cantico. Et magnificate eum in laude. Magnificemus in laude.]
VI – Qui seminant in lacrimis, in exsultatione metent.
VII – Euntes ibant et flebant, mittentes semina sua. Venientes autem venient cum exsultatione, portantes manipulos suos.

 

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