Mieczysław Karłowicz

Mieczysław Karłowicz (1876 – 1909)

Compositore polacco, violinista, brillante orchestratore, Mieczysław Karłowicz è considerato il compositore più rappresentativo del movimento artistico Młoda Polska (Giovane Polonia), in musica iniziato da Różycki, Fitelberg, Szymanowski e Szeluto; pur non facendo parte del nucleo iniziale, Karłowicz nelle sue opere richiama esplicitamente, e li sostiene con forza, gli ideali del gruppo: il panteismo, i suoni della natura, i simboli wagneriani di amore e di morte, la struggente tristezza espressiva.
Nato a Wiszniewo, oggi Bielorussia, Mieczysław Karłowicz vive in una famiglia che favorisce le sue tendenze musicali. Sin da bambino è avviato alla conoscenza delle musiche di Bizet, Weber, Brahms e Smetana; all’età di sette anni inizia a studiare il violino e quando la sua famiglia si trasferisce a Varsavia, è allievo di Jan Jakowski. Prosegue gli studi di violino con  Stanisław Barcewicz; negli anni tra il 1889 e il 1895 si forma come compositore sotto la guida di Zygmunt Noskowski, Piotr Maszynski e Gustaw Roguski. In questo periodo scrive alcuni pezzi per pianoforte, la Serenata Op. 2 per orchestra d’archi e una ventina di brani per voce e pianoforte pubblicati in due raccolte come Opus 1 e Opus 3.
Nel 1895 Karłowicz si trasferisce a Berlino; studia all’Università e nel contempo, deciso a intraprendere la carriera di compositore, si perfeziona con Heinrich Urban.
Tornato a Varsavia nel 1901, Mieczysław Karłowicz diventa l’esponente di spicco e il maggior sostenitore finanziario della “Società Musicale” volta a promuovere le nuove tendenze e i giovani compositori. Nel 1907 si stabilisce a Zakopane, cittadina della Polonia meridionale ai piedi dei maestosi Monti Tatra; qui Karłowicz, grande promessa della musica polacca, perde la vita a soli 32 anni, travolto da un’improvvisa valanga durante un’escursione.
La parte più interessante della sua produzione musicale è costituita da sei poemi sinfonici (Opus 9-14), composti tra il 1904 e il 1909, e affini all’opera di Richard Strauss per l’utilizzo di un robusto e colorito organico strumentale. Tra i sei, l’opera 10, “Odwieczne piesni” (Canzoni Eterne), si distingue per essere articolata in tre sezioni di ampio respiro.

“Odwieczne piesni”, poema sinfonico Op. 10
I. Canzone dell’eterna nostalgia
II. Canzone d’amore e morte (10:43)
III. Canzone dell’Essere eterno (20:44)
Orchestra Sinfonica della Galizia, dir. Michal Nesterowicz

Concerto per violino in la magg. Op. 8
(Allegro moderato – Romanza. Andante 13:48 – Finale. Vivace assai 22:22)
Bartłomiej Nizioł, violino
Orchestra Sinfonica della Radio Polacca, dir. Łukasz Borowicz

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...