Walter Braunfels

Walter Braunfels (1882 – 1954)

Walter Braunfels, compositore, pianista e insegnante, musicista di spicco negli anni ’20 del secolo scorso, al bando durante il regime nazista perché ebreo, viene completamente dimenticato dopo la sua morte; negli ultimi anni del Novecento, tuttavia, si assiste a un rinnovato interesse per la sua musica.
Walter Braunfels nasce a Francoforte sul Meno in un’antica famiglia di grande cultura e coinvolta nel mondo delle arti; suo padre, Ludwig Braunfels, è un letterato, sua madre, Helene Spohr, è pronipote del compositore Louis Spohr. Una prima formazione musicale è curata dalla madre, seguono poi gli studi al Conservatorio di Francoforte, e quelli di Economia e Diritto all’Università di Monaco; peraltro, dopo aver assistito ad una rappresentazione di “Tristano e Isotta” di Wagner, Walter Braunfels decide di dedicarsi esclusivamente alla musica. Nel 1902 studia pianoforte a Vienna con Theodor Leschetizky, poi composizione a Monaco dove è allievo di Felix Mottl e di Ludwig Thuille.
Dal 1903 Braunfels inizia ad esibirsi regolarmente come pianista; nel 1909 ottiene il suo primo grande successo come compositore con le “Variazioni Sinfoniche Op. 15”, e la “Principessa Brambilla”, opera basata sull’omonima novella di E.T.A. Hoffmann.
La prima guerra mondiale è un momento determinate per la sua vita, e non solo da un punto di vista musicale. Rimasto ferito in Francia, nonché profondamente turbato dagli eventi bellici, nel mese di giugno 1918, al suo ritorno a Fancoforte, si converte al cattolicesimo. Scriverà poi un Te Deum che lui stesso definisce “non come musi ca per i musicisti, ma come espressione personale della fede”.
Nel 1920 l’opera “Gli uccelli” (Die Vögel), tratta da Aristofane, eseguita sotto la direzione di Bruno Walter, riscuote un clamoro successo; anche le “Apparizioni fantastiche su un tema di Hector Berlioz” (Phantastische Erschein ungen eines Themas von Hector Berlioz),  e la “Messa Grandesono accolte con entusiasmo.
Adolf Hitler, ignaro delle sue origini, nel 1923 gli propone di scrivere un inno per il partito nazista; proposta rigettata con grande indignazione.
Nel 1933 il “Reichsmusikkammer” impone a Walter Braunfels di ritirarsi da ogni incarico pubblico e di non intraprendere alcuna attività musicale; le sue composizioni sono messe al bando e cessano di essere eseguite. Braunfels, che non vuole emigrare all’estero, si esilia con la famiglia sul lago di Costanza, nei pressi del confine con la Svizzera, e soltanto nel 1945 farà ritorno a Colonia. In questi dodici anni sviluppa una straordinaria forza creativa che si concretizza nella composizione di tre opere a soggetto religioso, un ciclo di cantate per le festività cristiane, brani per orchestra sinfonica e musica da camera.
Trascorre gli ultimi anni di vita lontano dai favori del pubblico e prossimo a cadere nell’oblio.

Concerto per organo, coro di bambini e orchestra Op. 38
I. Fantasia
II. Corale – Interludio [10:49]
III. Fuga [27:30]
Iveta Apkalna, organo
Tölzer Knabenchor, Münchner Symphoniker, dir. Hansjörg Albrecht

Preludio e Prologo dell’Usignolo (Die Vögel)
Louise Toppin, soprano
UNC Symphony Orchestra, dir. Tonu Kalam

Sinfonia Brevis in fa min. Op. 69
1. Allegro non troppo
2. Adagio ma non troppo (6:58)
3. Scherzo. Allegro molto (15:10)
4. Finale. Moderato (20:56)
Nordwestdeutsche Philharmonie, dir. Werner Andreas Albert

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