Béla Bartók – Kossuth, poema sinfonico per grande orchestra

Béla Bartók – Kossuth, poema sinfonico per grande orchestra

Nel 1902, mentre è ancora studente presso l’Accademia Reale di Musica di Budapest, Béla Bartók assiste alla prima esecuzione del poema sinfonico “Also sprach Zarathustra” di Richard Strauss, che conosce e incontra personalmente. È attratto dalla sua musica, e in particolare da “Ein Heldenleben” (Una vita d’eroe) che, dopo averne tratto una riduzione per pianoforte, lo ispira a scrivere tra i mesi di aprile e ottobre 1903 un brano per grande orchestra per celebrare Lajos Kossuth, il grande leader rivoluzionario ungherese che nel 1848 aveva guidato la lotta per l’indipendenza dal dominio austriaco. Il poema sinfonico “Kossuth”, eseguito a Budapest il 13 gennaio 1904, viene accolto con entusiasmo.
La composizione, che inizia con un ritratto dell’eroe e termina con una marcia funebre, è costituita da un singolo movimento articolato in dieci sezioni tra loro correlate, ciascuna identificata da una didascalia. Bartók utilizza motivi di danze e di musica popolare ungheresi accanto a distorsioni dell’inno imperiale austriaco “Gott erhalte Franz den Kaiser”; ricca di colori, l’orchestrazione è affascinante e, al contempo, provocatoria.

I. Kossuth
Il tema energico affidato al fagotto e al corno caratterizza il personaggio.

II. Perché sei così afflitto mio dolce sposo?
All’ansia della moglie, espressa dalla melodia del clarinetto, fa riscontro l’energica riproposizione del tema di Kossuth introdotto dai violoncelli.

III. La patria è in pericolo!
In tempo vivace, l’intera orchestra propone i temi esposti nei due episodi precedenti.

IV. In passato abbiamo avuto una vita migliore
Momento musicale caratterizzato da forti accenti ritmici e dalla contrapposizione di due diversi metri musicali. Dopo le prime battute degli archi in sordina, ritorna il tema di Kossuth introdotto dai violoncelli e dal contrabbasso e seguito dalle improvvise sonorità della piena orchestra.

V. Poi il nostro destino si volse al peggio…
La linea melodica leggera e scorrevole, introdotta dall’oboe e ripresa dagli altri strumenti, è affiancata dagli accordi dell’arpa che, nella parte finale, si susseguono moltiplicati dalle varie sezioni strumentali.

VI. Su, alla lotta!
Concitato, violento, questo episodio inizia in “pianissimo”; il tema è una gagliarda variante ritmica del motivo d’apertura.

VII. Venite, venite prodi guerrieri magiari!
Il tema di Kossuth viene esposto all’unisono da corni, viole e violoncelli; il discorso musicale si fa incalzante e frenetico per giungere poi a una progressiva distensione.

VIII. (……)
La didascalia formata da una serie di punti di sospensione sottende il momento più inequivocabile di tutta la composizione. Sono presenti in contrapposizione dialettica, e proposti con violenza sonora, i temi già ascoltati e l’inno autriaco profondamente stravolto.

IX. Tutto è finito!
Evoca la disfatta degli ungheresi; la marcia funebre è un tema derivato dalla Rapsodia n. 2 di Liszt.

X. Tutto è tranquillo, molto tranquillo …
Dopo la tensione drammatica precedente, il tema di Kossuth chiude il brano con estrema mestizia disperdendosi in sonorità sempre più lontane.

hr-Sinfonieorchester, dir. Andrés Orozco-Estrada

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