Leopold Godowsky

Leopold Godowsky (1870 – 1938)

Leopold Godowsky, pianista, compositore e insegnante di chiara fama, grande virtuoso dall’insuperabile tecnica, è ricordato anche per la complessità e la difficoltà d’esecuzione delle sue opere; commentando la Passacaglia (44 variazioni sul tema iniziale della Sinfonia “Incompiuta” di Schubert), Vladimir Horowitz affermava che avrebbe avuto bisogno di 6 mani e non 2 per poterla eseguire.
Nato a Žasliai, Lituania, Leopold Godowsky rimane presto orfano di padre. Sin da piccolo manifesta una predisposizione  eccezionale per la musica; riceve qualche lezione, ma fondamentalmente è autodidatta. All’età di cinque anni scrive musica, suona il violino e il pianoforte; a nove anni inizia ad esibirsi in pubblico in una serie di concerti organizzati da Louis Passinock, suo genitore adottivo. Al fine di evitarne lo sfruttamento come bambino prodigio, il banchiere Feinberg provvede a farlo studiare alla Hochschule für Musik di Berlino con Ernst Rudorff, dove, peraltro, rimane solo tre mesi. Nel 1883, il tredicenne Leopold Godowsky giunge con sua madre e Passinock negli Stati Uniti; una lunga tournée che inizia da Boston lo porterà fino in Canada. Nel 1886 Godowsky torna in Europa con l’intenzione di studiare a Weimar con Franz Liszt; appresa la notizia della sua morte, raggiunge Parigi dove viene accolto da Camille Saint-Saëns con il quale si confronta in materia di estetica e interpretazione musicale.
Dopo un ciclo di concerti a Parigi e a Londra, Leopold Godowsky sbarca nuovamente in America. All’attività concertistica affianca quella d’insegnante; nel 1890 è professore al College of Music di New York, poi al Broad Street Conservatory di Philadelphia e nel 1895 assume la direzione del corso di pianoforte al Conservatorio di Chicago. Nel 1891 ottiene la cittadinanza americana.
I concerti di Godowsky sono sempre un trionfo, sia in America che in Europa; il 6 dicembre 1900, durante un’esibizione alla Beethoven Hall di Berlino, viene acclamato come uno dei più grandi pianisti viventi.
Dal 1909 Leopold Godowsky risiede a Vienna ed è il primo ebreo a dirigere la scuola di pianoforte dell’Accademia Imperiale di Musica. Nel 1914, mentre il Belgio subisce l’invasione dei tedeschi, Leopold Godowsky, che lì si trovava in vacanza, fugge in Inghilterra, poi ritorna negli USA. Prima di stabilirsi definitivamente a New York, viaggia a lungo; tiene concerti in Messico, Sud America e Asia.
La sua fortunata carriera, tuttavia, volge verso un declino inesorabile; segnato profondamente dalla morte della moglie, il soprano Frieda Saxe che aveva sposato nel 1891, da un grave ictus che nel 1930 lo lascia semiparalizzato, e da una situazione finanziaria fortemente compromessa dal crollo della Borsa di Wall Street del 1929, Leopold Godowsky trascorre in profonda depressione gli ultimi anni di vita, poi muore a causa di un cancro allo stomaco.
Leopold Godowsky è autore di più di 400 composizioni, tra originali e trascrizioni ornate di opere più antiche, tra cui tre sonate per violino e tre suite per violoncello di Bach. I suoi lavori più noti sono la Java Suite, il Triakontameron (sottotitolo: “30 stati d’animo e scene in tripla misura”), la Passacaglia, i 24 Walzermasken (Book I-IV), e i 53 Studi sugli Studi di Chopin. Gli originali, già molto impegnativi, lo diventano ancora di più dopo il trattamento operato da Godowsky con l’introduzione di controcanti, trasferendo i passaggi della mano destra alla mano sinistra e viceversa, trascrivendo l’intero studio soltanto per la mano sinistra, oppure intrecciando due studi con la riproduzione di uno con la mano sinistra e l’altro con la destra.
La Suite Java, pubblicata a New York nel 1925 con il sottotitolo “Phonoramas, tonal journeys for the pianoforte” (Phonoramas, viaggi tonali per il pianoforte) esprime l’ammirazione di Godowsky per l’antica cultura giavanese; il primo dei 12 pezzi di cui è formata ha per titolo “Gamelan”, la particolare orchestra indonesiana formata da metallofoni, xilofoni, tamburi e gong.

Passacaglia
Antti Siirala, pianoforte

Grande Valse Romantique
Konstantin Scherbakov, pianoforte

Java Suite
Esther Budiardjo, pianoforte
00:00 – n. 1 Gamelan
03:40 – n. 2 Wayang-Purwa, Puppet Shadow Plays
07:30 – n. 3 Hari Besaar, The Great Day
12:33 – n. 4 Chattering Monkeys at the Sacred Lake of Wendit
14:35 – n. 5 Boro Buudur in Moonlight
18:50 – n. 6 The Bromo Volcano and the Sand Sea at Daybreak
22:32 – n. 7 3 Dances
28:22 – n. 8 The Gardens of Buitenzorg
32:26 – n. 9 In the Streets of Old Batavia
36:17 – n. 10 In the Kraton
42:46 – n. 11 The Ruined Water Castle at Djokja
48:00 – n. 12 A Court Pageant in Solo

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