Britten – Variations on a Theme of Frank Bridge

Benjamin Britten – “Variations on a Theme of Frank Bridge” per orchestra d’archi, Op. 10

Le “Variazioni su un Tema di Frank Bridge” sono una composizione per orchestra d’archi scritta da Benjamin Britten per essere eseguita come brano inedito dall’orchestra di Boyd Neel al Festival di Salisburgo del 1937. L’opera, basata su un frammento tematico tratto dall’Idillio n. 2 per quartetto d’archi di Frank Bridge, è un omaggio al suo maestro cui Britten era rimasto profondamente legato; difatti, a margine della partitura scrive: “To F. B. A tribute with affection and ammiration!”.
Questo lavoro proietta Britten sulla scena musicale internazionale, e dopo il successo del 27 agosto 1937 a Salisburgo si contano più di 50 repliche in Europa e in America. L’opera ha poi suscitato l’interesse di molti ballerini e coreografi, tra cui Frederick Ashton, Twyla Tharp e Lew Christensen, vista nel suo insieme come una serie di schizzi vivaci, spesso una parodia di particolari forme musicali.

Dopo una breve introduzione molto decisa, segue in tempo Lento maestoso l’esposizione del tema di Bridge; si susseguono poi dieci variazioni secondo il seguente schema:
Variation I – Adagio
Variation II – March
Variation III – Romance
Variation IV – Aria Italiana
Variation V- Bourrée classique
Variation VI – Wiener Waltzer
Variation VII – Moto perpetuo
Variation VIII – Funeral March
Variation IX – Chant
Variation X – Fugue and Finale: Lento e solenne
Ogni variazione fa riferimento ad un tratto specifico della personalità di Bridge. L’Adagio rappresenta l’integrità del maestro; la Marcia la sua energia; la Romanza il suo fascino; l’Aria Italiana il suo umore; la Bourrée il suo stile tradizionale; il Valzer viennese il suo entusiasmo; il Moto perpetuo, culmine dinamico della composizione, la sua vitalità; la Marcia funebre la sua simpatia e la loro intesa; il Canto la sua venerazione; la Fuga, dove Britten intreccia citazioni di cinque tra le più belle opere di Bridge, la sua abilità. Il delicato e suggestivo Finale ripropone Lento e solenne il tema di Bridge; è l’espressione del loro affetto reciproco.

Orchestra of the Swan, dir. David Curtis

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