Ravel – Quartetto per archi

Maurice Ravel – Quartetto per archi in fa maggiore

Maurice Ravel scrive il quartetto per archi in fa maggiore all’età di 27 anni, nel 1903; è ancora studente al Conservatorio di Parigi, allievo di Gabriel Fauré, e con questo lavoro spera di aggiudicarsi il Prix de Rome in composizione. Eseguito il 5 marzo 1904 dal Quartetto Heymann, in un concerto per la Société Nationale de Musique, il Quartetto non suscita grandi entusiasmi, è scarsamente apprezzato da Fauré, dedicatario dell’opera, ed è ferocemente stroncato da Pierre Lalo, il figlio di Eduard Lalo, per la sua somiglianza al Quartetto in sol minore di Debussy scritto dieci anni prima. Gabriel Fauré e altri musicisti vorrebbero che Ravel riscrivesse almeno il movimento finale, ma Debussy, cui piaceva l’opera del suo più giovane collega, così lo ammonisce: “Nel nome degli dei della musica e nel mio nome, non toccate una sola nota di quelle che avete scritto nel vostro Quartetto“.
Il quartetto per archi di Ravel, unico nella sua produzione musicale, effettivamente presenta qualche analogia con quello di Debussy, tuttavia, mentre questo è l’evoluzione di un maturo e innovativo stile personale, l’opera di Ravel sembra guardare più alla tradizione, sia nell’articolazione nei classici quattro movimenti, sia nella riproposizione ciclica dei temi, attuativa dell’unità formale.

I movimento – Allegro moderato, très doux
Caratterizzato da un rigoglioso lirismo, il movimento iniziale propone una rivisitazione della forma sonata, la struttura tripartita su cui poggia la musica strumentale del tardo XVIII secolo; accordi di quattro e cinque note sostituiscono le classiche triadi, momenti di sospensione vengono creati da stacchi dissonanti. I due temi non sono in contrapposizione, scorrono invece in un gioco affascinante di sonorità, di colori; il primo tema, esposto da tutti all’apertura, è guidato dal primo violino; il secondo, dal carattere più pacato, è interpretato dal primo violino e dalla viola che suonano a due ottave di distanza. Una breve e tranquilla coda chiude in pianissimo evocando la parte iniziale del primo tema.

II movimento – Assez vif, très rythmé
Per collocazione, struttura armonica e utilizzo del pizzicato, è un chiaro riferimento all’analogo movimento del quartetto di Debussy.
Ricco di variazioni dinamiche, il secondo movimento richiama il fandango spagnolo, elemento del folclore iberico molto sentito da Ravel. È presente, con apparizioni fugaci, un secondo tema più cantabile. Fa da contraltare una sezione centrale caratterizzata da sonorità molto contenute, quasi evanescenti.

III movimento – Très lent
Il terzo movimento con i suoi timbri raffinati e sempre cangianti è, senza dubbio, è il momento più affascinante di tutta la composizione. Dopo un’introduzione rapsodica, ritornano i motivi ascoltati in precedenza; un episodio centrale “appassionato” è affidato ai violini e al violoncello.

IV movimento – Vif et agité
Breve movimento finale, brillante e ricco di virtuosismi, formalmente assimilabile a un rondò. Sono presenti due strutture contrastanti, un motivo ostinato in tremolo e una serie di variazioni ritmiche derivate dai temi del primo movimento.

The Eclat Quartet:
Sonja Harasim, violino
Xiaoxiao Qiang, violino
Zachary Carrettin, viola
Lachezar Kostov, violoncello

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2 pensieri riguardo “Ravel – Quartetto per archi

  1. Ci sono alcune curiosità a proposito di questo Quartetto.
    Una è che il pizzicato del II movimento è costruito sulla scala minore naturale (o modo eolio che dir si voglia): secondo alcuni, nel comporre questo passo Ravel si sarebbe ispirato al gamelan giavanese, che aveva avuto modo di ascoltare all’Esposizione universale di Parigi nel 1889 e che aveva fortemente colpito tanto lui quanto Debussy.
    Un’altra è che il I movimento fu arrangiato per quattro ondes Martenot da Ginette Martenot, sorella di Maurice; questa trascrizione fu apprezzata da Ravel. E’ possibile ascoltarla grazie a YouTube, che ne offre l’interpretazione di Takashi Harada:

    Un caro saluto.

  2. Interessantissime precisazioni, ringrazio per questo importante contributo.
    (Segnalato in pagina commenti)

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