Emīls Dārziņš

Emīls Dārziņš (1875 – 1910)

Emīls Dārziņš, tra i più famosi e più amati compositori lettoni, si distingue come musicista romantico con una forte tendenza verso temi nazionalistici; è autore di canzoni, brani corali e per orchestra, ma di questi ne è rimasto solo uno, il “Valzer malinconico”, oggi eseguito da solisti, da ensemble musicali o da orchestre sinfoniche.
Nato nel villaggio di Jaunpiebalga, Emīls Dārziņš impara sin da piccolo a suonare il pianoforte sotto la guida di suo padre, insegnante di scuola rurale e musicista dilettante; per qualche anno è costretto a vivere in penombra a causa di una particolare intolleranza alla luce solare. In questo periodo si rafforza in lui la passione per la musica, soprattutto per le opere di Beethoven e Mozart.
Ritornato alla vita normale, Dārziņš continua gli studi a Riga; nel 1892 esordisce come compositore con il brano corale “Jūs, kalni, un jūs, lejas“, citato sulla rivista musicale “Austrums” con una menzione molto favorevole del noto compositore Jāzeps Vītols. La partecipazione al IV Festival della Canzone di Jelgava lo vede ormai determinato nell’intraprendere la carriera di musicista.
Emīls Dārziņš s’iscrive nel 1898 al Conservatorio di San Pietroburgo e l’anno successivo viene ammesso alla classe di composizione di Rimsky-Korsakov; scrive il suo primo brano per orchestra sinfonica, “Fantasia Lirica“, nel 1900 .
Nel 1901 Dārziņš lascia il Conservatorio per problemi economici e si stabilisce a Riga; qui trova occupazione come insegnante privato, pianista, maestro di coro e critico musicale. La sua esistenza è contrassegnata dalla dipendenza dall’alcol e dalla diffidenza verso gli altri musicisti lettoni; nel 1908, quando fa eseguire due sue composizioni, ed è ingiustamente accusato di plagio, distrugge tutti i suoi brani per orchestra.
Muore improvvisamente a 35 anni nei pressi della stazione di Zasulauks; tuttora si discute se fu un tragico incidente o un suicido.
Eccellente melodista, Emīls Dārziņš lascia un’opera incompleta, “Rožainās dienas“, e 36 brani vocali, 19 per voce solista e 17 per coro a cappella; il “Valzer malinconico” viene ripristinato dopo la sua morte.

“Melanholiskais valsis”
Latvian Piano Trio:
Arta Arnicane, pianoforte
Jana Ozolina, violino
Gunta Abele, violoncello

“Teici to stundu, to brīdi” (Jānis Poruks)
Jānis Zābers, tenore

“Mēness starus stīgo”
Coro misto Juventus, dir. Juris Kļaviņš

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