Ciajkovskij – Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Op. 44

Pyotr Ilyich Ciajkovskij – Concerto per pianoforte e orchestra in sol magg. n. 2 Op. 44

Il secondo concerto per pianoforte di Ciajkovskij, espansivo, gioviale, e allo stesso tempo ricco d’interiorità, coniuga con perizia forme espressive europee ed elementi del folklore russo; preferito da molti pianisti perché mette in risalto le potenzialità dello strumento, è ingiustamente adombrato dalla notorietà del Concerto numero 1 in si bemolle minore.
Corroborato dal successo ottenuto con il primo concerto, affermatosi anche per l’esecuzione di Nikolaj Rubinštejn, Ciajkovskij, tra i mesi di dicembre 1879 e maggio 1880, compone il concerto n. 2 in sol maggiore, dedicandolo proprio a Rubinštejn. Il pianista aveva espresso il desiderio di essere il primo esecutore, ma, venuto a mancare a marzo del 1881, il concerto è affidato a Madeline Schiller che lo esegue il 12 novembre di quell’anno all’Accademia di Musica di New York con la Filarmonica diretta da Theodore Thomas; la prima esecuzione in Russia è del maggio 1882 con Sergej Taneev, allievo di Ciajkovskij, al pianoforte e con l’orchestra di Mosca diretta da Anton Rubinštejn.
Successivamente, come suggerito da alcuni critici che giudicavano il lavoro troppo lungo, Ciajkovskij propone al pianista Aleksandr Ziloti, anche lui suo allievo, di revisionare e snellire la partitura, poi, giudicando eccessivi i tagli proposti, si oppone alla riorganizzazione del concerto. L’editore Jurgenson, benché non autorizzato, dopo la morte di Ciajkovskij pubblica la versione di Ziloti che, per qualche tempo, gode di una discreta diffusione.

I movimento – Allegro brillante e molto vivace
Il concerto si apre con un tema deciso, avviato da tutta l’orchestra a tempo di marcia; segue una melodia popolare più sobria,  presentata dal clarinetto, che, vagamente, ricorda il tema di Agata del Franco cacciatore di Weber. Il solista riprende i due motivi, li elabora tra fioriture e giochi d’eco; l’orchestra introduce un terzo tema lirico che il pianoforte esplora in varie combinazioni armoniche. Sembrano aprirsi nuovi sviluppi, tuttavia, a sorpresa, ritornano il primo e il secondo tema che accrescono nell’ascoltatore  tensioni e aspettative. Segue una lunga cadenza affidata al solista, poi il movimento si chiude festosamente sul tema iniziale.

II movimento – Andante non troppo
Movimento molto lirico, comprende importanti momenti solistici per violino e violoncello, rimossi nella versione di Ziloti.
Una delicata introduzione orchestrale avvia un’accorata aria per violino al quale, più tardi, si unisce in duetto il violoncello; entra finalmente il pianoforte e propone lo stesso tema alla maniera di un notturno di Chopin. La melodia diventa man mano più energica finché non si dissolve in una doppia cadenza per il violino e il violoncello. Il tema viene nuovamente ripreso dagli archi con l’accompagnamento del solista, come in un trio con pianoforte. Toni sfumati sull’arpeggio del pianoforte e il vibrato degli archi caratterizzano la suggestiva coda finale.

III movimento – Allegro con fuoco
Nel movimento finale il pianoforte torna ad essere protagonista con impetuosi passaggi di ottave e varie figurazioni; i temi sono popolari, freschi e danzanti. Pura musica d’intrattenimento, senza pretese, molto accattivante.

Yefim Bronfman, pianoforte
Hr-Sinfonieorchester, dir. Paavo Jarvi
(Allegro brillante e molto vivace – Andante non troppo 21:37 – Allegro con fuoco 34:35)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...