Albéric Magnard

Albéric Magnard (1865 – 1914)

Albéric Magnard, compositore a volte definito il “Bruckner francese” per l’utilizzo di forme cicliche, noto per la sua misantropia che lo induce a vivere isolato dagli altri, assurge ad eroe nazionale all’inizio della Grande Guerra, quando, il 3 settembre 1914, viene fucilato dalle truppe tedesche mentre tenta di difendere la propria abitazione, poi incendiata con molte sue opere non ancora pubblicate.
Lucien Denis Gabriel Albéric Magnard nasce a Parigi, figlio di François Magnard, il direttore del quotidiano Le Figaro; rimasto orfano di madre all’età di quattro anni, sviluppa un carattere scontroso, introverso, che lo porta a rifiutare qualsiasi amicizia. Albéric Magnard studia giurisprudenza secondo i voleri di suo padre, la musica però è la sua passione. Soffre profondamente dover dipendere dal genitore, specialmente quando viene additato come “fils du Figaro“; matura presto la decisione di intraprendere una vita autonoma basata unicamente sul suo talento musicale.
Frequenta il Conservatorio di Parigi; è allievo di Théodore Dubois e Jules Massenet e nel 1888 vince il primo premio in armonia, che sospetta essergli assegnato come trattamento di favore. Magnard viene introdotto nell’entourage di César Franck, conosce Vincent d’Indy con il quale completa gli studi di fuga e orchestrazione; scrive le prime due sinfonie sotto la sua diretta supervisione.
Nel 1894, alla morte del padre, Magnard compone il “Canto Funebre” per orchestra Opus 9 spinto da sentimenti contrastanti: sensi di colpa, risentimento, rimpianto, gratitudine. Nel 1896, anno in cui compone la terza sinfonia, Magnard inizia ad insegnare contrappunto alla Schola Cantorum di Parigi di recente istituzione. Le sue opere incontrano un generale apprezzamento e creano un piccolo gruppo di ammiratori affezionati. Nel 1892 debutta in ambito operistico con l’atto unico “Yolande”, seguito nel 1900 dalla tragedia lirica in tre atti “Guercoeur” e nel 1909 da “Bérénice”.
Nel 1904 Magnard si ritira nella sua tenuta di Manoir des Fontaines, a Baron nell’Oise, in mezzo alla natura, i suoi libri e le sue partiture.
Tra le composizioni più significative di questi ultimi anni si ricordano la “Sonata per violoncello e pianoforte” e l'”Inno alla Giustizia”, brano per orchestra, manifestazione di sgomento legata al noto processo inerente l’Affaire Dreyfus. L’ultima sua opera è costituita da dodici brani vocali, sei su poesie di André Chénier e sei su quelle di Marceline Desbordes-Valmore, che andranno persi.
La tragedia “Guercoeur”, mai eseguita per intero durante la vita di Magnard, viene ricostruita dal compositore Guy Ropartz ed è presentata al Teatro dell’Opera il 23 aprile 1931.

Dalla Sonata per violoncello e pianoforte: “Sans faiblir” e “Funèbre”
Marc-Didier Thirault, violoncello
Jean-Louis Delahaut, pianoforte

Hymne à la Justice
Cincinnati Symphony Orchestra, dir. Louis Langrée

Sinfonia n. 1 in do min. Op. 4
Mov.I: Strepitoso – Andante – Allegro marcato – Andante 00:00
Mov.II: Religioso (largo) – Andante – Largo 09:36
Mov.III: Presto 18:46
Mov.IV: Molto energico – Meno mosso – Ier tempo – Largo 22:46
Orchestre du Capitole de Toulouse, dir. Michel Plasson

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