Schubert – Ottetto per fiati e archi Op. 166

Franz Schubert – Ottetto in fa magg. per fiati e archi Op. 166

Composto tra febbraio e marzo del 1824 su commissione dell’intendente dell’arciduca Rodolfo, il conte Ferdinand Troyer, clarinettista dilettante, l’Ottetto in fa maggiore per fiati e archi è una delle opere più affascinanti di Schubert e un momento significativo nella definizione del suo linguaggio sinfonico.
Il conte Troyer, amico e allievo di Beethoven, organizzatore nella propria residenza di manifestazioni musicali, aveva richiesto a Schubert (una sfida?) di comporre un brano che fosse esattamente simile al Settimino di Beethoven, composizione molto amata dal pubblico viennese. L’Ottetto, scritto in forma di Suite per due violini, viola, violoncello, contrabbasso, clarinetto, corno e fagotto, riflette il modello beethoveniano sia nella formazione strumentale, Schubert aggiunge un violino, sia nel numero e nell’ordine dei movimenti; tuttavia il carattere lirico e romantico di questa composizione la configurano prettamente schubertiana. La prima esecuzione dell’Ottetto è in forma privata nel salone del palazzo Troyer, con lo stesso conte al clarinetto; in pubblico viene eseguito il 16 aprile 1827 al Großer Redoutensaal di Vienna.
Il primo dei sei movimenti si basa su due temi contrastanti, secondo lo schema della sonata classica; dopo un breve e misterioso Adagio, segue un ampio Allegro caratterizzato da una fresca e gioiosa melodia attraversata da lievi increspature. Affascinante e trasognato appare il secondo tempo, Adagio, permeato dal timbro caldo e pastoso del clarinetto. Il terzo movimento, Allegro vivace, ha un ampio respiro sinfonico con ritmi ben scanditi; accenni a danze popolari nella sezione centrale. Il successivo Andante è organizzato in forma di in sette variazioni sul tema incantato e sognante del duetto del Singspiel “Die Freunde von Salamanka” composto da Schubert nel 1815; il motivo, esposto dal violino e dal clarinetto, è poi elaborato da ogni strumento, esaltando ciascuno la propria timbrica. Il quinto movimento, Minuetto: Allegretto, è un elegante e poetico Ländler con sfumature accennate dal corno. L’ultimo movimento, Andante molto – Allegro, dapprima esprime grande forza drammatica con il vibrato degli archi, poi, tra slanci impetuosi e soste improvvise, si avvia verso la brillante, corale conclusione.

hr-Sinfonieorchester:
Andrea Kim e Maximilian Junghanns, violino
Peter Zelienka, viola
Christiane Steppan, violoncello
Simon Backhaus, contrabbasso
Zoltán Kovács, clarinetto
Daniel Mohrmann, fagotto
Maciej Baranowski, corno

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