Respighi – Sonata in si min. per violino e pianoforte

Ottorino Respighi – Sonata in si min. per violino e pianoforte

Composizione di ampio respiro, chiaramente legata alla tradizione romantica, la “Sonata in si minore per violino e pianoforte” di Ottorino Respighi è uno dei brani fondamentali della letteratura cameristica del XIX secolo; completata nel 1917, viene eseguita a Bologna il il 3 marzo 1918 da Federico Sarti al violino e lo stesso compositore al pianoforte. Oggi non è di frequente esecuzione, probabilmente per il notevole impegno richiesto agli esecutori, entrambi chiamati ad interagire allo stesso livello.
La “Sonata in si minore” è contemporanea al poema sinfonico “Le fontane di Roma” e alle “Antiche arie e danze per liuto”, tre opere fra loro completamente diverse che mettono in luce le capacità di Respighi, eccellente violinista e pianista, di esprimersi secondo un’ampia gamma di linguaggi e di stili, facendo coesistere grande intensità espressiva e tecniche proprie del barocco italiano.
La sonata è suddivisa in tre movimenti; si avvia in tempo “Moderato” in forma-sonata con due temi, al quale segue un “Andante espressivo” in tre sezioni, di cui quella intermedia, alquanto agitata, è in contrasto con le due esterne, delicate e cantabili. Il movimento finale, “Passacaglia: Allegro moderato ma energico”, richiama l’antica forma di variazioni ad andamento moderato e solenne; è sicuramente il momento più rilevante di tutta la composizione.

Francesca Dego, violino
Francesca Leonardi, pianoforte

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