Aaron Copland – Symphonic Ode

Aaron Copland – Symphonic Ode

Aaron Copland fa parte di quella generazione di musicisti che ha contribuito a creare nella musica d’arte americana una “vena nazionalista”; l’Ode Sinfonica, uno dei pezzi più importanti del suo primo periodo compositivo, pur rimanendo su un piano musicale molto astratto e non evocante, presenta già in embrione le melodie caratteristiche delle sue successive composizioni.
Incaricato con altri musicisti di comporre un’opera da eseguire per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della Boston Symphony Orchestra, Aaron Copland confida a Serge Koussevitzky, direttore della BSO che nel 1925 aveva eseguito la sua Sinfonia per organo e orchestra, di voler scrivere “qualcosa di grande e drammatico”. Copland, che inizia a lavorare sulla Symphonic Ode nel mese di agosto 1927, termina la partitura a settembre del 1929; è prevista una grande orchestra comprendente anche otto corni francesi, cinque trombe, tre tromboni e due tube. Ai musicisti, incuriositi dal titolo e perplessi dal suo significato, il compositore spiega che la composizione non ha implicazioni con un’ idea letteraria,  è invece un inno che celebra lo spirito insito nella musica stessa.
Già in programma per il mese di febbraio 1931, l’Ode Sinfonica viene posposta al 19 febbraio dell’anno successivo a causa delle oggettive difficoltà di esecuzione, riconosciute dallo stesso Copland, invitato da Koussevitzky a dirigere le prove d’orchestra. L’imponente composizione, dai toni austeri e caratterizzata da pronunciate dissonanze, è accolta da pareri contrastanti; numerosi sono i suoi detrattori e Philip Hale, critico musicale del Boston Herald, scrive addirittura che non si tratta di musica! Negli anni, raramente eseguita, la partitura cade nel dimenticatoio.
Copland,  convinto tuttavia della validità del suo lavoro, nel 1955 sottopone l’Ode Sinfonica a una profonda revisione allo scopo di renderla più facilmente eseguibile; riduce la massa orchestrale, le asperità armoniche e i ritmi asimmetrici. In questa veste rinnovata, viene presentata il 3 febbraio 1956, sotto la direzione di Charles Munch, durante le celebrazioni del 75° anniversario della Boston Symphony Orchestra e, finalmente, è accolta con grande entusiasmo.
L’Ode Sinfonica è strutturata in cinque sezioni secondo lo schema ABCBD; sono presenti idee tematiche che richiamano il blues, il jazz e un motivo ebraico europeo. Immaginando una passeggiata per le strade di New York, Copland evoca nella sezione interna, la più melodica e serena, la quiete surreale del paesaggio urbano nelle primissime ore del mattino; nelle altre, traduce in musica la vita tumultuosa della grande metropoli.

Orchestra Sinfonica di Seattle, dir. Gerard Schwarz (rev. 1955)

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