Granville Bantock

Granville Bantock (1868 – 1946)

Granville Bantock, compositore e direttore d’orchestra, apprezzato in vita per i tratti fantasiosi ed esotici delle sue composizioni, è completamente dimenticato dopo la morte; soltanto in questi ultimi anni alcune sue opere tornano ad essere eseguite.

Nato a Londra, figlio di un medico scozzese, Granville Bantock inzialmente studia per compiere il servizio civile in India e solo nella tarda adolescenza approda alla musica. Dopo aver frequentato il Trinity College of Music, nel 1889 viene ammesso all’Accademia Reale di Musica; presto si mette in luce con alcune composizioni tra cui l’ouverture “The Fire Worshippers” e l’opera “Caedmar”. Nel 1893 Bantock lascia l’Accademia ed inizia l’attività di direttore d’orchestra; tra il 1894 e il 1895 dirige alcune commedie musicali allestite da George Edwardes. È anche impegnato a promuovere la musica dei compositori inglesi suoi contemporanei; è il primo a far conoscere in Gran Bretagna la musica di Jean Sibelius che, riconoscente, gli dedica la sua terza sinfonia. Nel 1893 Bantock fonda la rivista musicale The New Quarterly Music Review, della quale sarà l’editore fino al 1896.
Nel 1907 Granville Bantock subentra a Edward Elgar nella cattedra di musica presso l’Università di Birmingham; mantiene questo incarico fino al 1934, poi si dedica esclusivamente alla composizione. A Birmingham contribuisce alla fondazione dell’orchestra sinfonica e di una società corale, assume anche la direzione della scuola musicale “Birmingham and Midland Institute”.
Granville Bantock, il cui stile mostra l’influenza di Wagner e Richard Strauss, è un compositore prolifico con più di 800 opere nei diversi generi musicali; moltissime composizioni sono pagine corali e per grande orchestra. Uomo dalla fervida fantasia, amante delle cose orientali, Bantock fa convivere temi esotici con motivi tradizionali celtici; spesso i suoi lavori hanno titoli che riflettono il suo carattere stravagante. Tra le sue opere principali si ricordano la “Sinfonia delle Ebridi”, la “Sinfonia Celtica” per orchestra d’archi e sei arpe, il grande poema sinfonico “Dante e Beatrice”, l’opera corale non accompagnata “Vanità delle vanità”, e l’imponente “Omar Khayyam” per soli, coro e orchestra.

Sinfonia Celtica per orchestra d’archi e sei arpe
Lento sostenuto 00:20-03:35
Allegro con fuoco 03:35-09:38
Andante con tenerezza 09:38-13:49
Allegro con spirito 13:49-15:13
Largamente maestoso 15:13-18:25
City Chamber Orchestra Hong Kong, dir. Jean Thorel
Arpiste: Skaila Kanga, Claire Jones, Kateřina Englichová, Teresa Suen, Michelle Abbott, Edith Pun

Old English Suite per piccola orchestra
Fantasia (Orlando Gibbons)
Lachrymae Pavan (John Dowland)
The King’s Hunt (John Bull)
Quodling’s Delight (Giles Farnaby)
Sellinger’s Round (William Byrd)
Slovak State Philharmonic Orchestra, Košice – dir. Adrian Leaper

Poema Pagano per flauto e pianoforte
Kenneth Smith, flauto
Paul Rhodes, pianoforte

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