Britten – Quattro Interludi Marini

Benjamin Britten – Quattro Interludi Marini (da Peter Grimes), Op. 33a

Il mare, con il suo ambiente, le sue atmosfere, i suoi paesaggi, è quasi sempre motivo d’ispirazione per Benjamin Britten; la storia del pescatore Peter Grimes, narrata nella raccolta “The Borough” del poeta George Crabbe, che Britten scopre nell’estate del 1941 in un negozio di libri rari nei pressi di Los Angeles, è alla base della sua prima opera di gran successo, presentata in prima mondiale al Sadler’s Wells Theatre di Londra il 7 giugno 1945. Britten, durante la sua stesura, dai sei intermezzi orchestrali  aveva tratto quattro pezzi che, organizzati in una suite da concerto a sé stante, il 13 giugno successivo vengono eseguiti a Cheltenham dalla London Philharmonic Orchestra.
Rispetto all’originaria collocazione, i “Quattro Interludi Marini” assumono un ordine diverso al fine di accrescere la tensione drammatica in un quadro sonoro intensamente espressivo. Dawn, l’alba, corrisponde al primo interludio dell’opera, Sunday Morning, è il terzo, Moonlight corrisponde al quinto, mentre la tempesta finale, Storm, è il secondo interludio dell’opera. I brani sono eseguiti senza soluzione di continuità e mentre evocano il paesaggio marino, richiamano anche gli aspetti psicologici dei personaggi, soprattutto di Peter Grimes, facendo risaltare la sua solitudine e il suo disordine morale. Britten dosa i timbri orchestrali con grande maestria e posiziona i quattro pezzi secondo una logica simmetrica dove il mondo diurno, Alba e Domenica Mattina, si contrappone a quello notturno, Chiaro di Luna e Tempesta, in un dualismo armonico espresso da una parte con le tonalità di la minore e la maggiore, e dall’altra con quelle di mi bemolle maggiore e mi bemolle minore.
Il primo brano utilizza tre idee tematiche. Una chiara melodia all’unisono affidata a flauti e violini descrive la brezza del mattino; gli arpeggi tra clarinetti, arpe e viole evocano lo sciabordio tranquillo delle acque; il motivo inquietante dei fagotti, degli ottoni e degli archi bassi richiama alla profondità degli abissi marini.
Il secondo interludio descrive la comunità gioiosa riunita per il culto festivo; si avvertono lontani rintocchi di campane. L’atmosfera leggera e idilliaca è disturbata da un pedale armonico estraneo che ricorda l’oscuro malessere di Peter Grimes.
Il chiarore della luna illumina la notte estiva; flauti e arpa s’innestano su motivi lenti e sincopati sostenuti dai legni. Le armonie struggenti evolvono in una significativa marcia funebre, ampia ed elegante.
L’ultimo interludio raffigura non soltanto la tempesta fisica, la lotta mortale tra l’uomo e il mare, ma anche quella che si svolge nella mente di Peter Grimes. Pagina vigorosa, percorsa da scale ascendenti di trombe e tromboni che ricordano il duetto d’amore del Tristano e Isotta di Wagner; un ampio arco melodico fa sperare in una possibile salvezza, poi l’energia riesplode e il brano si avvia alla sua disperata conclusione.

BBC Symphony Orchestra, dir. Sakari Oramo

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