Sibelius – Pélleas et Mélisande, suite per orchestra

Jean Sibelius – Pélleas et Mélisande, suite per orchestra Op. 46

Il dramma di Maurice Maeterlinck Pelléas e Mélisande, icona del simbolismo letterario che ha suscitato l’interesse dei grandi compositori di fine Ottocento, tra cui Fauré, Debussy e Schönberg, coinvolge anche Sibelius che compone le musiche di scena per la prima rappresentazione in Finlandia nella traduzione di Bertel Gripenberg.  Per il Teatro Svedese di Helsinki è uno degli eventi più importanti  in cartellone  e il successo del 17 marzo 1905 trova conferma nelle immediate 18 repliche successive.Sibelius, in quello stesso anno, riorganizza i dieci quadri musicali in una suite orchestrale formata da nove movimenti che pubblica come Opera 46; opera di grande raffinatezza, di alto pathos, mai scossa da forti contrasti drammatici, la suite è considerata tra le sue migliori musiche di scena, sebbene non goda di grandi entusiasmi.
Sibelius riprende con qualche leggera modifica la musica dei dieci quadri, eccetto il nono;  la canzone “Le tre sorelle cieche”, in scena cantata da Mélisande, diventa un pezzo strumentale. Successivamente la partitura è trascritta per il solo pianoforte, escludendo però il terzo movimento “In riva al mare”.
Il movimento iniziale, “Alla Porta del Castello” (Vid slottsporten), si apre con un breve tema introdotto dagli archi e poi ripreso dai fiati; la sezione, probabilmente la più cupa di tutta la suite, si chiude con austerità. (*)
“Mélisande” è presentata da un assolo di corno inglese; una cupa melodia descrive l’incontro di Golaud e Mélisande nella foresta, accanto ad una sorgente. Nel breve intermezzo che segue, “In riva al mare” (På stranden vid havet), i due personaggi guardano un veliero che si allontana all’orizzonte.
Nel quarto pezzo della suite, “Una fontana nel parco (En källa i parken)”, un accenno di valzer apre la scena in cui i due amanti camminano insieme fino alla fontana; qui Mélisande lascia cadere l’anello regalato da Golaud. Le dense sonorità degli archi fanno presagire i successivi tristi eventi. Introdotta dal corno inglese, la canzone “Le tre sorelle cieche” (De trenne blinda systrar) assume forma di una ballata medievale.
Il sesto movimento, “Pastorale”, è una finissima tessitura cameristica affidata ai legni e agli archi.
“Mélisande all’arcolaio” (Mélisande vid sländan), terzultimo brano della suite, è un lungo, intenso movimento scosso dai ritmi irregolari dei clarinetti e dell’oboe; è seguito da un breve “Intermezzo” (Mellanaktsmusik) che ha il compito di accrescere l’intensità emotiva del pezzo finale.
La “Mort de Mélisande” (Mélisandes död), tragica chiusura della storia d’amore, è una lunga e commossa elegia che lentamente svanisce nel nulla.

(*) I telespettatori britannici hanno familiarità con questo brano perché la musica accompagna il programma “The Sky At Night”, una trasmissione divulgativa della BBC sui temi dell’astronomia.

Danish National Symphony Orchestra, Leif Segerstam

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