Sylvio Lazzari

Sylvio Lazzari (1857 – 1944)

Sylvio Lazzari, compositore nato a Bolzano e naturalizzato francese, è ricordato per i tratti severi delle sue composizioni che, sebbene nascano sotto l’influsso di Wagner e Franck, assumono un carattere del tutto personale; il suo nome rimane negli annali dell’Opéra di Parigi per l’opera La tour de feu, allestita nel 1928, uno dei primi lavori ad incorporare un filmato nella sua sceneggiatura: il finale si esegue durante la proiezione di un mare in tempesta.
Josef Sylvester Lazzari, per volere dei genitori, intraprende gli studi di giurisprudenza a Innsbruck e a Vienna e, contemporaneamente, seguendo le sue inclinazioni, si forma come violinista.
Soggiorna a Parigi nel 1882; il suo talento non lascia indifferenti Ernest Chausson e Charles Gounod che lo incoraggiano a dedicarsi interamente alla musica. Sylvio Lazzari, così cambia il suo nome dal momento in cui decide di restare a Parigi, studia al Conservatorio con Franck, Guiraud e Gounod; già in questo periodo scrive alcune composizioni di gran successo, tra cui un Trio e un Quartetto per archi, e l’Ottetto per strumenti a fiato Op. 20.
Nel 1892, ottenuta la cittadinanza francese, Sylvio Lazzari assume alcuni incarichi ufficiali; è nominato direttore del coro del Teatro dell’Opera di Monte-Carlo e presidente della sezione parigina della Società Wagner. La sua fama si accresce con la Sonata per violino e pianoforte Op. 24 dedicata a Eugène Ysaÿe, e con la Rapsodia in mi minore per violino e orchestra, eseguita nel 1922 da George Enescu.
Nonostante i numerosi successi in ambito strumentale, le sue cinque opere: Armatura, La Lepreuse, Maelenis, Le Sauteriot, La Tour de feu, incontrano sempre notevoli difficoltà prima di essere rappresentate in teatro. La Lepreuse, considerata il suo capolavoro, resta bloccata per quasi dodici anni, non a causa del “soggetto terrificante” del suo libretto, ma principalmente per disaccordi contrattuali con l’amministrazione del Teatro dell’Opera di Parigi, sfociati poi in una penosa lite giudiziaria. La Tour de feu, dopo la terza rappresentazione, viene ritirata per “problemi di distribuzione”.

Ottetto per fiati Op. 20
Dmitry Vakarchuk, flauto
Aleksandr Smirnov, oboe
Valentina Anisimova, corno inglese
Anna Vedernikova, clarinetto
Stepan Babchenko, fagotto
Valentin Puzankov, fagotto
Artur Valitov, corno
Victor Berezhnoi, corno

Sonata per violino e pianoforte Op. 24: I movimento
Marcello Defant, violino
Andrea Bambace, pianoforte

Sinfonia in mi bem. magg.
I. Molto lento – Animato
II. Lento – Scherzando – Lento
III. Deciso
Orchestra Sinfonica di Mosca, dir. Adriano

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