Camille Saint-Saëns: Le Rouet d’Omphale

Camille Saint-Saëns: Le Rouet d’Omphale, poema sinfonico in la magg. Op. 31

Le Rouet d’Omphale (L’arcolaio di Onfale), composto da Saint-Saëns nel 1871, è il primo dei tre poemi sinfonici ispirati alla mitologia greca; ha come riferimento Eracle schiavo di Onfale, regina della Lidia, che vuole conquistare con la narrazione delle sue imprese. Ercole, ammaliato dalla sua bellezza, è suo schiavo e, vestito di abiti femminili, fila la lana ai suoi piedi. Camille Saint-Saëns trae spunto per questo soggetto da tre esperienze estetiche vissute in rapida successione: leggendo una poesia di Victor Hugo su Onfale, osservando uno splendido esemplare di arcolaio in ebano in casa di un amico, ammirando un sensuale dipinto di Venere nello studio del pittore Alexandre Cabanel.
Saint-Saëns non fa una descrizione musicale della vicenda ma vuole mettere in evidenza la seduzione femminile come arma di vittoria per i deboli; l’arcolaio è solo un pretesto, scelto per determinare il ritmo e l’aspetto generale del pezzo. “Le sujet de ce poème symphonique est la séduction féminine, la lutte triomphante de la faiblesse contre la force. Le Rouet n’est qu’un prétexte, choisi seulement au point de vue du rythme et de l’allure générale du morceau. Les personnes que la recherche des détails pourrait intéresser y verront tour à tour Hercule gémissant dans les liens qu’il ne peut briser, et Omphale raillant les vains efforts du héros.”.
Breve poema sinfonico, “Le Rouet d’Omphale” è strutturato in forma-sonata secondo lo schema ABA; in una prima versione è scritto per due pianoforti, successivamente viene orchestrato ed anche trascritto per pianoforte a quattro mani.
La parte iniziale è affidata a veloci figurazioni: archi e legni suggeriscono il movimento ritimico dell’arcolaio. La sottomissione di Ercole è rappresentata da una melodia lamentosa con interventi di tromboni e piatti; il motivo beffardo dell’oboe esprime il sarcasmo di Onfale, poi la musica riprende il suo andamento caratteristico. Composizione vivace ed elegante, mette in luce l’abilità di Saint-Saëns nell’organizzazione strumentale.

New York Philharmonic, dir. Dimitri Mitropoulos

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