Dvořák – Trio per pianoforte n. 1

Antonin Dvořák – Trio per pianoforte n. 1 in si bem. magg. Op. 21

Antonin Dvořák scrive complessivamente sei Trii con pianoforte, ma distrugge i primi due, datati 1871 e conosciuti come Opus 13,  da lui ritenuti indegni di essere trasmessi ai posteri; dei quattro rimanenti, soltanto l’ultimo, il Trio “Dumky” Op. 90,  oggi è il più eseguito ed é considerato quello che meglio esprime la personalità del musicista. Il Trio in si bemolle maggiore, n. 1 Op. 21, il terzo in ordine di composizione, composto nel 1875, quando Dvořák inizia a sviluppare uno stile proprio allontanandosi dalle influenze wagneriane, è, peraltro, un piccolo capolavoro, ricco di energia e di spunti tematici. Ben proporzionato nella sua articolazione in quattro movimenti, il trio è caratterizzato da motivi che, evocando atmosfere popolari,  non lasciano alcun dubbio circa l’identità del compositore.

I movimento – Allegro molto
Scritto in forma-sonata, il primo movimento alterna due temi, uno molto cantabile, l’altro ondeggiante come un movimento di danza. L’apertura è affidata a una serena melodia introdotta brillantemente dal pianoforte. Bruschi impulsi ritmici del violino interrompono gli arpeggi, ma per due volte il tema riprende con rinnovata energia. Una dolce frase ascendente del violino conduce verso un episodio melodico che coinvolge in crescendo i tre strumenti. La fase di sviluppo, ricca di contrasti, è imperniata su transizioni continue dei due temi. Il tema d’apertura viene riproposto ancora una volta, poi la potente conclusione si smorza in un finale inaspettato, tranquillo e affascinante.

II movimento – Adagio molto e mesto
Movimento dai toni tristi e malinconici, propone un tema sviluppato via via in diverse strumentazioni e strutture armoniche; sono presenti motivi secondari in modo maggiore che ne acuiscono la tristezza.
Il tema di apertura in sol minore iniziato dal pianoforte, è ripreso dal violoncello e, infine, dal violino; il tema subisce continue mutazioni armoniche e melodiche fino ad arrivare nella tonalità maggiore. Appare quindi il secondo tema formato da piccole frasi sottolineate dal violoncello e poi affidate agli archi sugli arpeggi del pianoforte. Il primo motivo ritorna con prepotenza, quindi il movimento si chiude in un doloroso pianissimo.

III movimento – Allegretto scherzando
Costruito su brevi fraseggi del violino e del violoncello in contrappunto, lo Scherzo presenta una  leggiadra melodia che si snoda al ritmo binario di una Polka; il Trio centrale, di ampia estensione, ha un andamento più tranquillo.

IV movimento – Finale: Allegro vivace
Il movimento finale comprende alcune idee tematiche introdotte da un misterioso motivo in sol minore. I tre strumenti si cimentano in imitazione canonica in un motivo che, nel suo fluire armonico e nel suo graduale accumulo di energia, ricorda il Trio in fa maggiore di Schubert. Un episodio in fortissimo culmina in un tema robusto nella tonalità d’impianto di si bemolle maggiore. Un secondo motivo, dolce e ondeggiante, è alla base di un intenso dialogo che, teoricamente, dovrebbe concludersi con la ripresa del primo tema; all’improvviso, invece, si profila un’elegia inquietante che dal violoncello passa al pianoforte trasformandosi in fresche e luminose armonie. Nell’esuberante coda conclusiva riecheggiano accelerati i temi principali e un’ulteriore trasformazione del misterioso motivo iniziale.

Mārtiņš Zilberts, pianoforte
Yuri Savkin, violino
Ivars Bezprozvanovs, violoncello

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...