Ernesto Júlio Nazareth

Ernesto Júlio Nazareth (1863 – 1934)

Pianista e compositore brasiliano, Ernesto Júlio Nazareth è conosciuto per il suo particolare spirito creativo; nella sua musica incorpora con grande maestria influenze europee, africane e del ragtime. È considerato l’inventore del tango brasiliano, completamente diverso da quello argentino, più simile al “choro”; Brejeiro, pubblicato nel 1923, è ancora oggi uno dei suoi tanghi più popolari. Complessivamente lascia più di 200 opere fra tango, valzer, polka, galop, samba, romanza, quadriglia e fox-trot.
Nato a Rio de Janeiro in una modesta famiglia, Ernesto Júlio Nazareth rivela sin da bambino una forte propensione verso il pianoforte che, fino all’età di dieci anni, studia con sua madre. Alla sua morte, la sua formazione prosegue con un amico di famiglia, Eduardo Madeira, funzionario di banca e pianista dilettante e con Lucien Lambert, compositore e concertista francese naturalizzato brasiliano.
Nel 1877, all’età di 14 anni, Nazareth scrive una polka in stile lundù (musica e danza di origine africana Bantù e sviluppatasi nel corso del XV secolo nelle colonie portoghesi) intitolata Você bem sabe e dedicata a suo padre; questo brano è così apprezzato da Arthur Napoleão, famoso negli ambienti musicali di Rio, che lo pubblica attraverso la sua casa editrice. Ben presto Ernesto Nazareth si afferma con composizioni di successo tra cui la polka Cruz, Perigo!, Gentes O Imposto Pegou?, Gracietta e Não Caio noutra, scritta nel 1881; in questi anni Nazareth manifesta forti tendenze nazionaliste.
Ernesto Nazareth è anche un eccellente pianista; dal 1909 suona regolarmente nella sala d’attesa del lussuoso Cinema Odeon attirando un foltissimo pubblico. In quello stesso anno accompagna il giovane violoncellista Villa-Lobos che, in una delle sue prime apparizioni in pubblico, suona Il Cigno di Camille Saint-Saëns. Darius Milhaud, lavorando presso l’ambasciata francese nel periodo tra il 1917 e il 1918, conosce bene i suoi concerti e le sue melodie, tanto da prenderle in prestito per alcune sue composizioni, come la suite Saudades do Brasil e il balletto Le Boeuf sur le Toit.
Ernesto Nazareth trascorre tutta la sua vita a Rio de Janeiro; gli ultimi anni della sua esistenza sono offuscati dall’avanzare della sordità e dalla perdita della moglie e di una delle figlie. Affetto da disturbi mentali, nel 1933 viene ricoverato nell’ospedale psichiatrico “Juliano Moreira” di Jacarepaguá; all’inizio di febbraio 1934, elusa la sorveglianza, riesce a fuggire intenzionato a ritornare a casa propria. Lo ritrovano tre giorni dopo nella foresta circostante, vicino ad una cisterna nei pressi di una cascata, morto con le braccia aperte come se stesse suonando un pianoforte invisibile.

Brejeiro
Dudu Maia, bandolim
Douglas Lora, chitarra 7 corde
Jovino Santos Neto, flauto
Brian Rice, pandeiro
Andy Connell, clarinetto

Confidências
Priscila Matos, pianoforte

Escorregando
Olinda Allessandrini, pianoforte

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3 thoughts on “Ernesto Júlio Nazareth

  1. Mi permetto di aggiungere Apanhei-te, cavaquinho (Ti ho preso, cavaquinho!), indubbiamente il più celebre dei brani pianistici di Nazareth, grazie anche a numerose reinterpretazioni pop. Il cavaquinho è una piccola chitarra portoghese, usata anche in Brasile, dove fa parte del gruppo degli strumenti obbligati per l’esecuzione del samba. Dal cavaquinho ha avuto origine l’ukulele hawaiiano. Il titolo della composizione di Nazareth allude a una gara di velocità fra cavaquinho e pianoforte.
    Altri brani molto amati di Nazareth sono i “tangos brasileiros” Fon-fon e Odeon

    Ciao!

  2. I tuoi interventi sono sempre graditi e, come al solito, aggiungono qualche elemento che rende più completo l’articolo; grazie.
    Molto interessanti le notizie sul cavaquinho.

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