Gerald Finzi

Gerald Finzi (1901 – 1956)

Gerald Finzi, uno dei più popolari compositori britannici del XX secolo, è particolarmente famoso per i toni elegiaci delle sue composizioni; è autore di molti brani impostati su poemi di Thomas Hardy, Christina Rossetti, William Wordsworth, nonché di opere per la liturgia cristiana sebbene dichiaratosi agnostico.
Nato a Londra da padre italiano e madre tedesca, Gerald Finzi, orfano all’età di sette anni, con la madre e i fratelli si trasferisce a Harrogate, nello Yorkshire; studia musica con Ernest Farrar e con Edward Bairstow.
Il giovane Finzi, timido e introverso, profondamente colpito dalla morte in guerra di Farrar e da quella di tre suoi fratelli, trova conforto nella poesia; inizia a musicare versi di Thomas Hardy e Christina Rossetti conquistato dal tema dell’innocenza dell’età infantile violata dalla realtà della vita adulta.
Nel 1922 Finzi si stabisce in campagna, a Painswick, Gloucestershire, dove, in tutta tranquillità, può dedicarsi alla composizione. Pubblica By Footpath and Stile, un ciclo di sei canzoni per voce di baritono e quartetto d’archi basato su poesie di Thomas Hardy; in precedenza aveva composto Ten Children’s Songs, per voce e pianoforte, sui versi di Christina Rossetti. A Severn Rhapsody, una breve composizione per orchestra, viene accolta con gran favore dal pubblico londinese.
Nel 1925, su suggerimento di Adrian Boult, Gerald Finzi studia contrappunto con Reginald Owen Morris, uno dei migliori insegnanti di quel tempo; a Londra conosce Ralph Vaughan Williams, mediante il quale ottiene una cattedra alla Royal Academy of Music.
Nel 1933 Finzi lascia il posto d’insegnante e si trasferisce nuovamente in campagna, a Aldbourne nel Wiltshire; qui, oltre a comporre, si occupa della coltivazione di alcune rare varietà di mele. In quell’anno scrive il ciclo di 10 canzoni A Young Man’s Exhortation, sempre su testi di Thomas Hardy.
Durante gli anni ’30 Gerald Finzi matura un linguaggio musicale proprio, del tutto differente dai suoi contemporanei. Pubblica musica popolare tradizionale inglese e opere di compositori dimenticati come William Boyce, Richard Capel Bond, John Stanley et John Garth. Nel 1939 si trasferisce nel villaggio di Ashmansworth, Hampshire, ospitando negli anni della guerra profughi tedeschi e cechi. Il ciclo di cantate Dies Natalis, già in programma per il “Three Choirs Festival”, non viene eseguito a causa degli eventi bellici.
Nell’immediato dopoguerra Finzi ritorna a comporre con nuova lena, peraltro ricevendo importanti commissioni. Nel 1947 completa l’opera corale For St. Cecilia, basata su testi di Edmund Blundenl; nel 1949 scrive il Concerto per clarinetto, dedicato a Frederick Thurston, forse il suo lavoro più conosciuto. Nel 1950 porta a termine, dopo averlo iniziato nel lontano 1930, quello che è ritenuto il suo capolavoro: l’ode per tenore, coro e orchestra Intimations of Immortality, basata su nove delle undici strofe dell’omonimo poema di William Wordsworth.
Nel 1951 Gerald Finzi apprende di essere affetto dal “Linfoma di Hodgkin”, con possibilità di vita stimata tra i cinque e i dieci anni; questo, tuttavia, non lo distoglie dalle sue attività. Nell’ultimo periodo della sua esistenza Finzi compone numerose opere vocali e  il Concerto per violoncello in la minore, la sua opera strumentale più ambiziosa, che viene eseguito per la prima volta il 19 luglio 1955 al “Cheltenham Music Festival”, solista Christopher Bunting e John Barbirolli alla guida dell’Orchestra Hallé.
Le sue condizioni di salute peggiorano sempre più, anche per le complicanze causate dall’Herpes Zoster; ricoverato in un ospedale di Oxford, Gerald Finzi muore il 27 settembre 1956, il giorno successivo alla prima trasmissione per radio del suo Concerto per violoncello.
L’opera di Gerald Finzi si distingue per la ricca varietà di stati d’animo derivanti dall’esplorazione delle tematiche connesse alla fragilità e transitorietà dell’esistenza umana. Compositore lirico e pastorale, Gerald Finzi non si lascia vincere dall’angoscia, esprime il suo dolore con melodie tenere e malinconiche, di cui un esempio nel Concerto per violoncello il cui primo movimento lascia trasparire una certa sofferenza ma il secondo esprime grande serenità, o con forte intensità, come nel Requiem per coro, orchestra da camera e voce di baritono, scritto in memoria di Ernest Farrar, il suo primo maestro.

Cinque Bagatelle Op. 23
(Preludio – Romanza – Carola – Forlana – Fughetta)
Alain Geng, clarinetto
Vladik Polionov, pianoforte

Egloga in fa magg. per pianoforte e archi Op. 10
Roberto Plano, pianoforte
Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni, dir. Massimo Belli

Intimations of Immortality Op. 29
Ode per tenore, coro e orchestra
Philip Langridge, tenore
Royal Liverpool Philharmonic Orchestra and Choir, dir. Richard Hickox
Ian Tracey, maestro del coro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...