Rebecca Clarke

Rebecca Clarke (1886 – 1979)

Rebecca Clarke, violista ricordata tra i più importanti compositori inglesi nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, consegue alcuni primati in un’epoca nella quale la società ancora non accetta di buon grado l’affermazione di una musicista al di fuori delle pareti domestiche. È la prima donna in assoluto ad essere ammessa nella classe di composizione del Royal College of Music di Londra, è una delle prime donne a specializzarsi in composizione nel Regno Unito e a suonare professionalmente in un’orchestra.
Rebecca Clarke nasce nella città inglese di Harrow da padre americano e madre tedesca; sottoposta alla rigida educazione vittoriana, per volere del padre inizia a studiare il violino all’età di nove anni. Frequenta la Royal Academy of Music e il Royal College of Music dove studia composizione con Charles Villiers Stanford; dietro suo consiglio si dedica alla viola che in quegli anni va affermandosi come strumento solista.
Nel 1910 Rebecca Clarke entra in contrasto con suo padre, disapprovandone la condotta libertina; viene allontanata da casa e deve mantenersi esclusivamente con la sua attività di violista. Nel 1912 fa parte della Queen’s Hall Orchestra diretta da Henry Wood; nel 1916 si trasferisce negli Stati Uniti suonando da solista e in orchestra. Nel 1918, in un concerto a New York, Rebecca Clarke esegue per la prima volta Morpheus, un breve pezzo per viola e pianoforte che presenta sotto lo pseudonimo di Anthony Trent; questo sconosciuto compositore viene elogiato dalla critica che, peraltro, ignora gli altri brani  della Clarke eseguiti nello stesso recital e firmati a proprio nome. L’anno successivo Rebecca Clarke partecipa al Berkshire Festival sponsorizzato dalla mecenate Elizabeth Sprague Coolidge; la sua Sonata per viola e pianoforte contende il primato a Ernest Bloch che, comunque, sarà il vincitore. La cronaca e gli ambienti musicali registrano diverse supposizioni in merito a questa performance; c’è chi ritiene impossibile per una donna comporre brani di tale levatura e chi è convinto che Rebecca Clarke sia uno pseudonimo dello stesso Bloch. Nel 1921 partecipa nuovamente con il Trio con pianoforte che, pur suscitando grande interesse, non riesce a conquistare la vittoria; ottiene tuttavia l’appoggio della Coolidge per la quale compone una rapsodia per violoncello e pianoforte.
Dopo un lunga tournée conclusa ai primi del 1924, Rebecca Clarke ritorna a Londra suonando come solista e in formazioni da camera; nel 1927, con Marjorie Hayward, violino, Kathleen Long, pianoforte, e May Mukle, violoncello, forma il quartetto di sole donne “English Ensemble”. Sul finire degli anni Trenta riduce la sua attività concertistica, condizionata dal progressivo avanzare dell’artrite.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale Rebecca Clarke si trova in America presso i suoi due fratelli; negli anni tra il 1939 e il 1942 scrive una decina di composizioni tra cui la Passacaglia on an Old English Tune. A settembre del 1944 sposa James Friskin, pianista e membro fondatore della Juilliard School, suo ex compagno di studi al Royal College, e decide di cessare qualsiasi attività musicale.
Le sue composizioni sono presto dimenticate e soltanto nel 1976, quando l’emittente WQXR di New York realizza un programma ad hoc per onorare il suo novantesimo compleanno, suscitano nuovo interesse.
Rebecca Clarke lascia complessivamente un centinaio di opere tra canzoni, musica corale e da camera, ma nessun brano di ampie dimensioni come la sinfonia. La maggior parte di questi lavori è rimasta inedita ed è in possesso dei suoi eredi; la Rebecca Clarke Society, fondata nel mese di settembre 2000 dalle musicologhe Liane Curtis e Jessie Ann Owens presso la Brandeis University di Waltham, Massachusetts, ha lo scopo di promuovere l’esecuzione, lo studio e la conoscenza della sua musica.

Passacaglia su un’antica canzone inglese
Amber Archibald, viola
Jamie Namkung, pianoforte

Trio con pianoforte
ATOS Trio:
Annette von Hehn, violino
Stefan Heinemeyer, violoncello
Thomas Hoppe, pianoforte

Sonata per viola e pianoforte
1. Impetuoso – Poco agitato
2. Vivace
3. Adagio – Agitato – Comodo: quasi pastorale – Quasi fantasia – Agitato
Ilario Gastaldello, viola
Marina Baudoux, pianoforte

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