Camille Saint-Saëns – Il Carnevale degli animali

Camille Saint-Saëns – Il Carnevale degli animali

Il Carnevale degli animali è una suite di genere descrittivo, dai toni umoristici e canzonatori, scritta nel 1886 durante un soggiorno a Vienna e destinata ad un piccolo organico orchestrale formato da flauto, ottavino, xilofono, celesta, due pianoforti, due violini, viola, violoncello e contrabbasso. I quattordici brani che la compongono sono una divertente caricatura musicale, ispirata al mondo degli animali ma con manifesti riferimenti satirici a determinati personaggi; e proprio per questi intendimenti ironici Saint-Saëns ne aveva proibito, lui vivente, l’esecuzione in pubblico, fatta eccezione per “Il Cigno”. Su questo brano, presto rivelatosi un grandissimo successo, Mikhail Fokine crea per la grande Anna Pavlova il celebre balletto “La morte del cigno”, rappresentato al Teatro Mariinskij nel 1905 e diventato il simbolo del nuovo balletto russo.

1) Introduzione e marcia reale del Leone (Andante maestoso)
L’introduzione ha il compito di creare un’atmosfera adatta al tipo di esecuzione. Un tempo di marcia annuncia l’arrivo del leone, il primo a fare il suo ingresso trionfale in quanto re della foresta; il ritmo marcato e solenne mette in evidenza la sua superiorità nei confronti degli altri animali. Il tema musicale è proposto dagli archi all’unisono mentre i due pianoforti scandiscono il ritmo di marcia, successivamente il tema passa ai pianoforti accompagnati dagli archi.
2) Galline e Galli (Allegro moderato)
Breve pagina umoristica con il clarinetto, gli archi e i pianoforti impegnati a riprodurre i caratteristici versi di questi pennuti.
3) Emioni (Presto furioso)
I due pianoforti evocano, con rapidi passaggi virtuosistici, la corsa sfrenata di questi piccoli asini nelle praterie dell’Asia.
4) Tartarughe (Andante maestoso)
Saint-Saëns ironizza sul Can Can di Jacques Offenbach. Il brano molto rallentato affinché possa essere eseguito dalle tartarughe, è quasi irriconoscibile; il sovrapporsi delle terzine del pianoforte al ritmo quaternario degli archi crea un particolare ondeggiamento della musica che ricorda l’incedere lento e dondolante di questi animali.
5) L’Elefante (Allegretto pomposo)
Adesso è un brano di Berlioz a fornire il tema per la danza dell’elefante. Il grazioso e leggero balletto delle Silfidi, tratto da “La dannazione di Faust”, diventa una parodia asmatica e goffa affidata al contrabbasso accompagnato dal pianoforte.
6) Canguri (Moderato)
I due pianoforti, con accordi leggeri e staccati, imitano il saltellare dei canguri che viene accentuato facendo precedere ogni accordo da un’acciaccatura.
7) Acquario (Andantino)
Elementi timbrici e melodici creano una delicata tessitura nella quale ogni strumento rende percepibile l’immagine di un acquario. Gli arpeggi dei pianoforti rappresentano il movimento dell’acqua, l’effetto bollicine  è affidato alla celesta (o al glockenspiel), i lenti e sinuosi movimenti dei pesci sono descritti dal flauto e dai violini all’unisono.
8) Personaggi dalle lunghe orecchie (Tempo ad libitum)
Qui il bersaglio di Saint-Saëns sono i critici musicali, che ascoltano molto e male. I due violini si alternano nell’imitazione del raglio producendosi in salti sonori tra due note a distanza anche di più di tre ottave.
9) Il cucù in fondo al bosco (Andante)
Nella quiete del bosco, accordi minimali dei pianoforti, si inserisce il cuculo con il suo verso affidato al clarinetto.
10) Voliera (Moderato grazioso)
Lo svolazzare degli uccelli nella grande gabbia è descritto abilmente da un intrecciarsi di trilli, arpeggi e scale; al gioco sonoro partecipano anche i violini ed i pianoforti, su tutti emerge il flauto, lo strumento più agile e canoro dell’orchestra.
11) Pianisti (Allegro moderato)
Anche i pianisti sono presi di mira e considerati una particolare specie di animali, o meglio, di asini. Saint-Saëns ironizza su quei musicisti dilettanti che caparbiamente vogliono perseguire mete ambiziose e trascorrono lunghissime ore in ripetitivi e inutili esercizi al pianoforte.
12) Fossili (Allegro ridicolo)
Oggetto dell’ironia sono i critici musicali, culturalmente arretrati e incapaci, a causa della loro mentalità antiquata, di comprendere le nuove tendenze della musica, ecco pertanto le continue allusioni a melodie già note: il tema della “Danza macabra” dello stesso Saint-Saëns, la musica popolare “Ah, vous dirai-je, Maman”, il vecchio inno “Partant pour la Syrie”, il tema dall’aria di “Rosina” dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini.
13) Il Cigno (Andantino grazioso)
Come già accennato è il brano più celebre di tutta la suite. Musica pura senza alcuna ironia; la melodia principale, eseguita dal violoncello, viene cinta delicatamente dagli arpeggi del pianoforte.
14) Finale (Molto allegro)
Breve introduzione, poi vivace rondò; i temi precedenti vengono ripresi e combinati insieme per chiudere con effervescente allegria.

Vivian Troon e Roderick Elms, pianoforti
Royal Philharmonic Orchestra, dir. Andrea Licata

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