Joseph Canteloube

Joseph Canteloube (1879 – 1957)

Joseph Canteloube, o Marie-Joseph Canteloube de Malaret, pianista, compositore e musicologo francese, è ricordato principalmente per i suoi “Chants d’Auvergne”, una raccolta di brani tradizionali della regione dell’Alvernia, in lingua occitana, armonizzati e orchestrati, pubblicati in cinque volumi. Questo lavoro di conservazione e di rilancio del canto popolare, ampiamente apprezzato per i colori orchestrali, lascia in ombra tutte le altre sue composizioni, benché valide e raffinate.
Nato ad Annonay, in Ardèche, regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, Joseph Canteloube impara a suonare il pianoforte da sua madre e da Amélie Doetzer, una rifugiata polacca già allieva di Chopin. Nel 1901 inizia a studiare per corrispondenza con Vincent d’Indy e, dopo le sue insistenti sollecitazioni, lascia la dimora di Malaret per seguirlo alla Schola Cantorum di Parigi. Canteloube è profondamente determinato nel descrivere con la musica la natura e i paesaggi della sua cara regione, cerca quindi ispirazione e stimolo nel canto popolare. In quest’ottica propone nel 1907, in un concerto della Société Nationale de Musique, la suite in quattro movimenti per pianoforte e violino “Dans la montagne“, con la quale si afferma saldamente negli ambienti musicali parigini; seguiranno altre composizioni significative, tra cui “Colloque sentimental” per voce e quartetto d’archi e “Eglogue d’Automne” per orchestra. Nel 1912 presenta il poema sinfonico “Vers la Princesse lointaine” e il poema lirico per voce e orchestra “Au Printemps“.
I primi abbozzi dell’opera in tre atti “Le Mas” risalgono al 1910, poi la scrittura s’interrompe negli anni della Grande Guerra. In un concerto Lamoureux del 1922 Canteloube fa eseguire i preludi del primo e del secondo atto; l’opera viene completata nel 1926 e si aggiudica il premio di 100.000 franchi del Concorso Heugel. La seconda opera lirica di Joseph Canteloube, “Vercingétorix“, libretto di Étienne Clémentel e Joseph-Henri Louwyck, va in scena il 22 giugno 1933; è un’opera nazionalista che celebra l’unità nazionale francese ed è la prima opera dove l’orchestra utilizza le Onde Martenot.
Nel 1925 Canteloube, che due anni prima aveva completato la prima serie dei Canti dell’Avernia, fonda a Parigi “La Bourrée”, un’associazione che riunisce numerosi giovani alverniati desiderosi di pubblicizzare il folklore e la bellezza della loro regione. Tra il 1933 e il 1944 Canteloube provvede anche alla catalogazione di moltissimi canti popolari francesi che pubblica in una corposa Antolologia di quattro volumi. Molti di questi brani, registrati dal tenore Christian Selva, sono trasmessi durante numerose e specifiche trasmissioni radiofoniche; la radio, infatti, è ritenuta da Canteloube il mezzo più idoneo alla diffusione della musica popolare.
Durante la seconda guerra mondiale Joseph Canteloube continua a interessarsi dei canti popolari,  tuttavia sono poche le sue composizioni dopo il 1940; tra le sue ultime fatiche si ricorda la biografia di Vincent d’Indy, scritta nel 1949.

Chants d’Auvergne: La delaïssádo
Anne Sofie von Otter, mezzosoprano
Verbier Festival Orchestra, dir. Marc Minkowski

Chants d’Auvergne: Baïlèro (Canto dei pastori dell’Alta Alvernia)
Maria Bayo, soprano
Orchestra Sinfonica di Tenerife, dir. Victor Pablo Perez

Rustiques per stumenti a fiato
(Pastorale – Rêverie – Rondeau à la française)
Trio Avena:
Jan De Maeyer, oboe
Nestor Janssens, clarinetto
Luc Loubry, fagotto

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